Risultati ricerca: consumismo
di Dante Nicola Faraoni La sinistra italiana ha rappresentato per quasi un secolo il movimento in grado di portare con le sue lotte il paese verso un progresso sociale ed economico. Ha rappresentato, più dei cattolici, diritti e richieste delle classi più povere, degli operai, dei contadini. Ha rappresentato le giuste esigenze della classe media, le libertà di artisti e intellettuali. Ma oggi la sinistra chi rappresenta? C'è ancora una sinistra progressista, con una vitalità traballante, piccola ma che ancora cammina a testa alta, ma il resto rappresenta e sostiene il sistema capitalista così come fan tutti. Prima il PSI che con l'avvento di Craxi ha perso la sua identità ed è finita tra mazzette e favori ai grandi capitalisti del "Belpaese". Poi il PCI che dopo la morte di Enrico Berlinguer, con il suo ultimo segretario Occhetto cambiò nome. Quella svolta non fu solo di facciata, PDS (Partito Democratico della Sinistra) ma anche l'abbandono della costruzione di quella terza via al...
Le macchine che bruciano nelle periferie di Parigi riportano in prima pagina una realtà che tanti di noi vivono e sperimentano quotidianamente : il disagio sociale, la paura, l'insicurezza, la diffidenza del proprio simile che ritroviamo nei sobborghi delle nostre grandi città. Molti non sono in grado di comprendere quale bomba sociale si nasconde dietro il muro dell'emarginazione, altri si girano dall'altra parte facendo finta di non vedere, mentre una minoranza, ben istruita e soprattutto economicamente agiata punta il dito contro quella gente delle periferie che è rimasta ai margini perché non in grado di "competere" nella società che cambia. La Francia sicuramente non è l'Italia ma l'emarginazione delle periferie è un fenomeno metropolitano comune a tutte le grandi città del mondo: dalle Favelas di RIO o Buenos Aires, alle bidonville di Manila, Mumbay, Shangay o alle periferie dormitorio di Parigi, Berlino, Roma, Milano. Sono differenti nella...
Il comunismo è morto, il capitalismo non ha prodotto di meglio. Queste sembrano essere le conclusioni di un'epoca di tormentato sviluppo che ha visto aumentare la forbice tra ricchi e poveri, nella globalizzazione economica. Il capitalismo nazionale si è trasferito a livello planetario e miete come prima le sue vittime, questa volta a livello globale. Inoltre, asserisce Sarkar, il nuovo capitalismo non si è limitato allo sfruttamento economico, troppo visibile e ben riconoscibile dalla gente sfruttata, ma ha affinato le sue armi introducendo lo sfruttamento socio-economico e psico-economico, di natura più sottile e meno riconoscibili, ma oltremodo pericolosi. Socio-economico: i complessi di inferiorità introdotti nella psicologia collettiva, mantengono divisa la società, e assoggettano la popolazione ai dettami del consumismo artificiale. Psico-economico: I dogmi invece rappresentano lo strumento più subdolo usato per l'assogettazione economica: sfruttamento psicologico al...
Qualità della vita e tenore di vita socio-economico vengono spesso confusi tra loro, in quanto possono rappresentare i due elementi che le attuali società contemporanee ricche si trovano ad affrontare e che possono incidere entrambe, rispettivamente, in modo positivo e/o in negativo, sulla crescita socio-economica e lo sviluppo personale delle persone. Il progresso tecnologico viene spesso confuso con un aumento della qualità della vita: ad esempio le trasformazioni dei mezzi di comunicazione di massa, con il passaggio dalle prime radio alle televisioni multimediali al plasma, vengono concepite come miglioramento della qualità della vita, in quanto ci permettono di allargare i nostri confini comunicativi. Tuttavia, il solo progresso tecnologico non può rappresentare l'unico parametro di misura del miglioramento della vita, in quanto per ogni evoluzione tecnologica, si verificano effetti negativi che ci dirigono in una direzione di regressione. Maggiori consumi portano a maggior...