Autore: Dante Nicola Faraoni
ITALIA: E’ PRIORITARIO NAZIONALIZZARE IL SISTEMA ENERGETICO
Sfruttamento e Social Media
Referendum Giustizia: perché è necessario votare NO
Referendum Giustizia: da quale parte della storia dobbiamo stare?
LA GUERRA DEI DAZI E’ UNA FARSA
E’ NATO UN MOVIMENTO: EUROPE SOCIAL NETWORK NOW!
IL GAP SALARIALE E LE SUE CONSEGUENZE SUL MERCATO
Mettere al centro della ripresa economica la Povertà: PIL vs Potere d’Acquisto
Per essere progressisti bisogna definire il significato di “Progresso”
Il Neo Fascismo contemporaneo non è il saluto romano
SALVIAMO LA COSTITUZIONE: PER UNA NUOVA DEMOCRAZIA IN 4 PUNTI
Parlamento Mondiale: iniziamo a costruire la Pace Globale
Il Salario Minimo deve coprire le minime necessità
Autosufficienza economica, il futuro dall’Europa
Inflazione: di chi è la colpa? Nomi e Cognomi
BerluscaWashing. Noi Italiani abbiamo un problema di identità
AI: è vero Progresso? Solo con la riduzione dell’orario di lavoro e aumento dei salari
La guerra dei chip e la fine della globalizzazione economica. L’Europa ad una svolta.
Siccità. Creare Comunità Idriche Autosufficienti.
Allevamenti Intensivi. Meno carne per tutti, una Rivoluzione necessaria!
No alla guerra della disinformazione
Le origini della guerra in Ucraina ed il futuro dell’Europa
Ucraina, la Pace non e’ un optional. Parlamento Mondiale subito!
Crisi della Sinistra? Ricominciamo da Berlinguer
Unione Europea. Fuori la Competitività dentro la Cooperazione Coordinata
Digiuno e cervello. Novità sulle interazioni.
Competitività vs Cooperazione
GIROLOMONI: coop produzione e trasformazione di alta qualità
Riscatto gratuito laurea per gli under 36
Il governo Meloni rispetti le promesse
Ischia, mai più tragedie. Pianificazione Proutista!
Eliminare il Superbonus senza alternative? Negare l’emergenza climatica ed energetica è una follia!
Migrazioni: basta fare politica sulla pelle dei poveri del mondo! Ora Economia Popolare!
Liz Truss, Draghi, Sholz e gli altri
Gli speculatori fanno crollare l’economia. Chiudiamo le Borse!
Neoumanesimo, un Manifesto Ecologista
I DELIRI DI UN SEGRETARIO POLITICO
Reputo insensato e ingiustificato l'attacco del sig. Gianluca Maschera fatto tramite il quotidiano La Tribuna del 26.07.2012, ad una mia consapevole azione in qualità di semplice cittadino. L'accusa è di essermi esposto politicamente per aver sottoscritto un documento che chiedeva la primarie del centro sinistra a Treviso, nella veste di Presidente del Comitato per la riduzione dell'impatto ambientale dell'aeroporto di Treviso. L'articolo incriminato è questo. Titolo: L'IdV a Faraoni: non firmi appelli politici. "Il portavoce del Comitato aeroporto eviti di fare politica per il bene del gruppo che rappresenta". Messaggio per Dante Nicola Faraoni, inviato dal segretario provinciale e capogruppo dell'idv a S. Artemio, Gianluca Maschera. "Abbiamo visto nell'appello alle primarie aperte al centro sinistra la firma di Faraoni, portavoce del Comitato: non è una bella notizia" dice Maschera "la sua firma va ad avvallare le...
IL BLUFF DEL BLOCCO DEL TRAFFICO
SPERIAMO CHE FIAT SE NE VADA
Il Sindaco Gobbo: tutta colpa della Crisi!
Il Sindaco Gobbo dà la colpa dei ritardi della mancata realizzazione della pedonalizzazione del centro storico alla crisi economica. A noi sembra l'atteggiamento del bambino che non vuole andare a scuola fingendo di avere la febbre, cercando di gabbare il genitore. Per noi dell'Italia dei Valori, la verità è che gli errori di questa amministrazione stanno venendo a galla mettendo a nudo la negligenza programmatica, ed un sistema di gestione pubblica stile prima Repubblica. Per smentire Gobbo,basta andare a vedere in giro per l'Europa come la ricollocazione dei centri storici è stata realizzata. E' vero che si è pedonalizzato, ma hanno anche ripensato la viabilità potenziando il raggiungimento del centro con metro, tram, autobus. Inoltre, per i percorsi sotto ai 5 Km, hanno dato spazio alla bicicletta creando piste ciclabili sicure e bici park. Hanno aumentato gli investimenti sulla cultura per potenziare l'industria del turismo e del tempo libero, obbiettivi...
TREVISO: EMERGENZA CENTRO STORICO
Treviso: Emergenza Centro Storico. Un vecchio modo di governare la città che ci allontana dall'Europa virtuosa e ci preclude l'eccellenza in sostenibilità e qualità della vita. di Dante Nicola Faraoni La confusione e l'incapacità di interloquire con i soggetti interessati per quanto riguarda la riorganizzazione del centro storico REGNANO A CA' SUGANA. Diciamo questo non solo per il continuo rinviare Il Progetto Pedonalizzazione del Centro Storico ma perché nonostante le continue proteste di settori che spingono per la rivitalizzazione del centro storico, che vanno dai commercianti alle associazioni culturali e di opinione, l'amministrazione comunale ed il suo incaricato di settore l'Assessor Zanini, si avvale della facoltà di non rispondere. Che l'amministrazione ormai interloquisce solo con la Provincia, la Fondazione CassaMarca e qualche altro esclusivo potentato locale lo si era capito da molto ma che vengano tenuti fuori chi richiede la...
CRISI GLOBALE… e intanto le aziende continuano a chiudere
La chiusura dello stabilimento Indesit a Refrontolo, Treviso è uno di quei mali che la globalizzazione ha prodotto portando alla crisi produttiva l'Italia e alla crisi finanziaria il Pianeta. Aziende come il Gruppo Merloni si muovono per il mondo per fare profitti e certo non creano benessere sociale come si vuol far credere. Oggi tocca a noi, domani ai rumeni, più avanti ai cinesi, poi ai vietnamiti. Per uscire dalla Crisi Globale, bisogna porre fine a questo gioco della manodopera al ribasso che impoverisce anche gli occidentali e mina i diritti dei lavoratori come la recente vicenda FIAT insegna. Deve finire non perchè improvvisamente siamo diventati tutti comunisti ma perchè la diffusione della povertà sta intaccando la classe media, i commercianti e gli artigiani che chuidono le loro attività a causa della riduzione dei salari, dell'aumento della cassa integrazione e della mobilità. E' ora che questa classe dirigente che ci sta portando allo sfascio crei leggi per...
USCIRE DALLA CRISI AUMENTANDO I SALARI
I lavoratori italiani ricevono buste paga tra le più «leggere» del mondo industrializzato e con una delle più alte pressioni fiscali, questo e quello che dicono le statistiche dell'OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico). Occupiamo il 23esimo posto su 30 nazioni industrializzate, mentre il peso delle tasse e dei contributi sulle buste paga è attestato al 46%, al sesto posto, 10 punti sopra la media dei paesi più industrializzati. Questo, secondo gli analisti è un peso enorme alla ripartenza economica perchè, se non ci sono entrate adeguate per le famiglie, i consumi avranno un arresto, con conseguente diminuzione di richiesta di occupazione per le aziende, quindi bassa crescita o anche crescita "O". Il governo dice che non può permettersi di abbassare le tasse in quanto il debito e le pressioni globali dovute alla crisi, costringono lo Stato a richiedere maggiori entrate. Questa strategia del "Catenaccio", tutti in difesa del...
Federalismo Fiscale NO! Pianificazione Decentrata SI!
Per affrontare la crisi economica in atto, è sicuramente necessaria una riforma fiscale. Ma la proposta di Bossi di Federalismo Fiscale come riforma scaccia crisi è priva di fondamento. Il trasferimento di alcune competenze in ambito fiscale ed economico agli Enti Locali prevista nell'articolo 119 della Costituzione è sicuramente necessaria ma non risolverebbe i tre problemi fondamentali del Fisco Italiano: sperequazione fiscale, evasione ed elusione fiscale, eccessiva burocrazia. Anzi i mali della nostra finanza pubblica: clientelismo, corruzione, sperpero e burocrazia, rischiano di allargarsi se si incappa in cattive Amministrazioni e questo in Italia capita molto spesso sia al Nord che al Sud. In ogni caso anche tra i sostenitori del federalismo c'è confusione su come applicarlo e sui costi che la riforma stessa possa comportare. In fondo quello che in tasse rimane agli enti locali oggi, 30/40 % delle entrate, è in linea con quella dei Paesi Europei come la Germania, già...
COME USCIRE DALLA CRISI ECONOMICA
Far ripartire l'economia è nelle intenzioni dell'intero gotha economico e politico italiano ma i dati recepiti in questi ultimi anni ci danno un un unico verdetto: la situazione peggiora giorno per giorno. Il fallimento delle opere fin qui intraprese è scritto sulla staticità dei salari e della crescita della produzione, nelle migliaia di aziende medio/piccole che ogni giorno chiudono, sulla disoccupazione e la cassa integrazione che aumentano vertiginosamente. Tutto ciò nel momento in cui ci troviamo sulla soglia di una forte fase inflattiva confermata dalle previsioni di forte aumento delle materie prime e del petrolio. Chi dice che la ripresa è iniziata mente, oppure fa riferimento al comparto bancario che incomincia momentaneamente a respirare dopo gli aiuti ricevuti dai governi e dalle istituzioni internazionali. Questa situazione di Depressione Economica si acuirà se nessuno prenderà urgenti provvedimenti, il che significa sganciare l'idea di ripresa dagli...
Perchè il sindaco Dal Zilio riapre la Dal Zilio Inerti Srl
A TREVISO LA LEGA NON E’ NORDISTA
LA STANGATA TREMONTI SULLE ENERGIE ALTERNATIVE
l’Autocostruzione Associata
Vittime della Globalizzazione: Una storia Bengalese
Manifestazione Amra Bengali a Ranchi Anche la FIAT coinvolta nelle violenze del governo comunista del Bengala Occidentale. Il West Bengal è uno Stato dell'India Orientale ai confini con il Bangladeh che dai monti ai piedi del Tibet si riversa nell'omonimo golfo del Bengala. La Capitale è Kolkata (Calcutta) ed è abitato da una popolazione ricca di una delle culture più antiche del mondo. Anche qui è arrivata la globalizzazione passando come un rullo compressore sopra a millenni di tradizioni, usanze e stili di vita basati sulla spiritualità e l'armonia con l'ambiente circostante. Alla fine del 2005 in piena campagna elettorale il partito al potere da circa un trentennio il CPI-M Partito Comunista Indiano (Marxista-Leninista) lancia il suo piano per la successiva legislatura: Globalizzare il W. Bengal copiando il modello cinese. Piena apertura ai gruppi multinazionali indiani e stranieri per attrarre capitali e dare il via alla piena industrializzazione dello Stato....
Il contributo del Prout al problema della crescita economica
Chi siamo
La democrazia incompiuta
Democrazia e Globalizzazione
I nuovi scenari e il Movimento Noglobal
Un modello economicamente sostenibile
Il “principio naturale” della domanda e dell’offerta
Il Mercato del lavoro
Economia e scienze sociali
La psicoeconomia: i nuovi orizzonti della scienza economica
Conclusioni
Il Movimento per la Democrazia Economica è associazione!
Il secondo Congresso Nazionale del Movimento per la Democrazia Economica viene fatto, non a caso, dopo una campagna elettorale esasperata nei toni e povera , poverissima di contenuti reali. Abbiamo riscoperto che l'Italia è ancora spaccata in due e che tale spaccatura corrisponde a due vecchi modi di pensare che ormai si alternano da anni in questo paese ma che fino ad ora non hanno prodotto quel cambiamento, quella rinascita sociale ed economica che gli italiani sognano da tempo. Ha vinto di misura il centro sinistra che ha messo momentaneamente da parte quel disgraziato fenomeno che come un incubo ha terrorizzato per cinque anni l'Italia: "il berlusconismo" non una persona ma un modo di fare che ha contribuito alla disgregazione morale del paese alimentando l'illusione collettiva che: "Tutti possiamo essere ricchi come "LUI" basta essere disonesti ed arroganti." Diciamo apertamente che l'idea di dare una struttura politico...
CHI HA PAURA DEL PROTEZIONISMO ECONOMICO?
COSA NON CI FARA’ USCIRE DALLA CRISI ECONOMICA
PSICOECONOMIA E NUOVE DINAMICHE DI SFRUTTAMENTO
PSICOECONOMIA: NUOVI ORIZZONTI DELLA SCIENZA
PSICOECONOMIA, MIGLIORARE LA QUALITA’ DELLA VITA
INCENTIVARE IL POTERE D’ACQUISTO
DAZI FLESSIBILI ED INTELLIGENTI
LE BUGIE DEL P.I.L.
TEORIA DELLA GUERRA PREVENTIVA
NO ALLA GUERRA
CAROVITA: INFLAZIONE REALE O VIRTUALE?
CRISI GLOBALE: ORMAI E’ DEPRESSIONE!
IL VERTICE FAO SULL’ALIMENTAZIONE
Manifestazione FAO giugno 2002 Nel 1996 i rappresentanti di 185 paesi firmarono la Dichiarazione sulla Sicurezza Alimentare e s'impegnarono a cooperare per estinguere le cause della fame e della povertà nel mondo, fissando l'obiettivo di dimezzare il fenomeno entro il 2015. Un anno prima era entrato in vigore l'Accordo sull'Agricoltura scaturito dall'Uruguay Round, il ciclo di negoziati che portò alla nascita del WTO (Organizzazione Mondiale del Commercio). Quest'accordo prevedeva di regolare il commercio agro alimentare orientandolo verso il libero mercato che in sostanza ipotizzava l'abbattimento progressivo delle barriere doganali. Anche se il documento non riporta ufficialmente l'intento di combattere la fame nel mondo, gli organismi sovrannazionali che lo applicano, come Fondo Monetario Internazionale, Banca Mondiale e WTO propagandano la liberalizzazione del commercio agro alimentare come mezzo indispensabile per estirpare la povertà. In...