Autore: Claudio Bricchi
Con l'invasione russa in Ucraina è stata data una robusta spallata alle convinzioni europee riguardanti la sensazione che il vecchio continente, attraverso la Nato prima e poi con l'Unione Europea, si fosse messo al riparo dalle turbolenze che agitano il mondo dalla fine della seconda guerra mondiale. La guerra iniziata nel febbraio 2021 ha perciò scosso violentemente l'Europa, costringendo le nazioni più occidentali del vecchio continente a partecipare, all'inizio quasi timidamente, e poi, almeno per quel che riguarda i governi, sempre più convinte al sostegno, finanziario e militare del paese aggredito. Le opinioni pubbliche di questi paesi, invece ondeggiano percentualmente tra pacifismo ( qualsiasi cosa questo termine significhi), e sostegno ad uno o l'altro dei contendenti. Nell'Europa orientale invece è largamente diffuso il sentimento anti-russo sia nelle sfere della politica che tra l'opinione pubblica. La maggior parte dei commentatori ed analisti conviene che il motivo reale...
Il sogno di un'Europa unita, nato a Ventotene nel 1941 tra gli oppositori del Fascismo al confino, dalla penna di Gualtiero Spinelli, Ernesto Rossi e Eugenio Colorni, non si è potuto realizzare negli oltre ottant'anni che da allora sono trascorsi. L'ordine mondiale creatosi dopo la fine della seconda guerra mondiale, cioè la spartizione del globo in zone di influenza americane e russe chiamato anche guerra fredda non poteva permettere la nascita di un nuovo soggetto indipendente in Europa, formato sia da vincitori che da vinti. La storia ci mostra che possibile fu solo far nascere entità o istituzioni economiche, dato che l'Europa veniva ed ancora viene vista dagli Usa come un luogo di grande importanza strategica del loro impero informale. Così per più di mezzo secolo, fino al disfacimento dell'URSS nel 1991, e poi continuando per altri trent'anni, molti cittadini europei hanno avuto l'impressione che si stesse costruendo l'Europa. La realtà è che le istituzioni europee quand'anche...
Quando un familiare o un amico a cui si vuol bene ha comportamenti incomprensibili e si vorrebbe capirne il perchè c'è solo un modo per raggiungerlo, per capirlo: pensare a lui/lei e cercare di immedesimarci in quella persona per comprenderne le motivazioni se non addirittura il suo essere, e ciò è possibile solo con l'amore. Immedesimarsi in un nemico con cui si è in lite è sicuramente più difficile ma non c'è, in realtà, altra strada che una sorta di amore per capire i suoi comportamenti. Studiare la sua storia, la sua cultura, non banalizzare i suoi difetti, non condannarlo a priori senza prima aver cercato quali possano essere le sue ragioni e i punti per un eventuale dialogo. E' una strada sicuramente difficile e probabilmente a prima vista contro-intuitiva, ma è l'unica se si vuol arrivare ad un dialogo ed all'appianamento della lite. In caso di guerra è lo stesso, se non si riesce a parlare una lingua comune con il nemico, con l'avversario, non ci sarà verso di giungere ad un...
di Claudio Bricchi Il terremoto in Turchia ed in Siria ha dato il via alla gara degli aiuti umanitari. Le immagini dei due paesi devastati dal sisma non possono lasciare indifferenti e molte persone contribuiscono con donazioni private, grandi e piccole, allo sforzo di solidarietà. Molti Stati, attraverso organizzazioni come la Croce Rossa e la Luna Rossa, accorrono in aiuto. Nel complesso, secondo The Sirya Report, autorevole rivista di analisi economica dedicata alla Siria, ben il 74% degli aiuti giunti in Siria, tra il 14 ed il 17 Febbraio sono arrivati da paesi arabi e soprattutto sono arrivati nelle zone controllate dal governo; il 15% è arrivato da paesi come l'Italia e altri paesi europei e non, mentre solo il 10% è arrivato da paesi alleati chiave del regime di Assad come Russia, Cina ed Iran. Il sistema di potere che fa capo a Damasco e che si articola in una miriade di attori locali, élite, notabili, funzionari di partito, signori della guerra, trafficanti, intermediari,...
di Claudio Bricchi La carta delle Nazioni Unite all'articolo 2 obbliga tutti gli stati a risolvere con mezzi pacifici le dispute internazionali. In Europa, negli ultimi 75 anni, si è creduto che ciò fosse veramente possibile; e questo perché nel vecchio continente l'orrore causato dalle due guerre mondiali è ancora fortemente radicato nella memoria di tutti i cittadini, anche di quelli più giovani. La guerra fredda, nella realtà, è stata per noi europei un lungo periodo di pace, tale da indurre a crederci immuni ad avventure belliche nel nostro continente. La creazione della comunità europea prima e dell'EU poi, e l'avvento dell'Euro hanno rinforzato questa convinzione, un po' come se fossimo in una bolla protetta, o come dicono alcuni analisti, abbiamo creduto, in qualche modo, di essere fuori dalla storia. Abbiamo creduto che il benessere, la relativa ricchezza, ed il conseguente modo di intendere il mondo come un ambiente dove con i soldi si può comprare tutto, anche la...
di Claudio Bricchi In questo caso le avvisaglie della sua fine sono abbastanza evidenti, a cominciare dal fatto che una crescente percentuale di popolazione, dei Paesi benestanti, ha cominciato a vedere il capitalismo ed i suoi effetti sulla società come non più riformabili. Il sistema fallisce il suo obiettivo principale, che non è solo il benessere bensì creare speranza, la fiducia dei cittadini nella possibilità di arrivare ad un futuro migliore dell'attuale. Se si ha la sensazione che il futuro sarà peggiore del presente, già di per sé non tanto piacevole, si è maggiormente disposti ad abbracciare narrazioni alquanto inconsistenti come i vari populismi, un nuovo modo di definire il nazionalismo. In Europa dovremmo conoscere bene il fenomeno, non fosse altro per il fatto che negli ultimi cento anni ci ha regalato due guerre mondiali. Ma torniamo al Capitalismo; la crescente mancanza di fiducia in esso, anche se è un sintomo allarmante, non è sufficiente a decretarne la morte...