Un Mondo Possibile

Politica, Economia, Cultura e Democrazia Economica

Il “confronto” tra Calenda e Meloni: alleanza di potere, non alternativa politica

Il “confronto” tra Calenda e Meloni: alleanza di potere, non alternativa politica

Al congresso del partito Azione, Carlo Calenda ha cercato di presentare una nuova forma di “unità nazionale” intorno a un’agenda che accomuna governo e opposizione moderata. Ma ciò che è andato in scena al Rome Life Hotel, con Meloni ospite d’onore tra le bandiere di Ucraina, Georgia e Unione Europea, è stato più che altro uno spettacolo costruito ad arte per lanciare un messaggio politico ben preciso: esiste una sola politica legittima, quella atlantista, neoliberista e tecnocratica. Il resto, come ha dichiarato lo stesso Calenda, è “ideologismo”.
L’accoglienza riservata alla Presidente del Consiglio – con tanto di copertura mediatica studiata e pubblico selezionato – non è stata un gesto di apertura al dialogo democratico, ma un chiaro segnale di omologazione. Il fatto che Meloni e Calenda abbiano espresso posizioni praticamente sovrapponibili su temi chiave come la riforma della giustizia, il ritorno al nucleare, l’opposizione al Green Deal e la gestione privatistica dei servizi pubblici, dimostra quanto il quadro politico italiano sia dominato da una falsa alternativa.
Come MDE riteniamo che questa convergenza fra governo e opposizione rappresenti una chiusura dello spazio democratico reale, dove le scelte vengono prese in funzione degli interessi delle élite economiche e finanziarie, mentre la partecipazione popolare viene ridotta a spettacolo o propaganda.
Significativa è stata anche la scelta retorica di Calenda di attaccare solo Giuseppe Conte, risparmiando Matteo Salvini per non creare imbarazzi alla Presidente presente. Questo atteggiamento opportunista conferma che non siamo di fronte a un confronto di idee, ma a una strategia di consolidamento del potere tra soggetti che, pur collocandosi formalmente in schieramenti diversi, condividono gli stessi obiettivi politici.
L’elogio reciproco tra Calenda e Meloni ha toccato punte grottesche: lui rivendica di essere “più atlantista di tutti”, lei lo ringrazia per “la capacità di condividere soluzioni per la nazione”. Il tutto mentre si demonizza ogni forma di dissenso come antistorica, utopica o “hippie”, come nel caso delle dichiarazioni contro la segretaria del PD Schlein.

MDE rigetta questa logica del bipolarismo manipolato e propone una democrazia economica fondata su valori opposti:
• La centralità della partecipazione popolare reale, attraverso strumenti di autogoverno, pianificazione locale e cooperazione.
• La costruzione di un’economia autogestita, sostenibile, solidale, fuori dalle logiche speculative del mercato globale.
• Una politica estera non subordinata ai blocchi militari, ma orientata alla pace, alla cooperazione e all’autodeterminazione dei popoli.
L’episodio del congresso di Azione mostra quanto sia urgente ricostruire un nuovo orizzonte politico. Non basta cambiare governo se le politiche restano le stesse. Serve una trasformazione profonda, culturale ed economica, fondata sulla cooperazione e la giustizia sociale.

#Bipolarismo, #NoGuerra, #NoNeoliberismo, #DemocraziaEconomica, #OpposizioneFinta, #CeLoChiedeLEuropa

Articolo originale: Telegram

Exit mobile version