LA DEMOCRAZIA ECONOMICA SALVERA’ L’EUROPA
L’Unione Europea è il mercato più ricco al mondo dove i consumatori ricercano la qualità in qualsiasi prodotto. Tutte le potenze globali ambiscono ad avere una fetta di questo mercato. Eppure la UE ha due guerre ai suoi confini che minacciano pesantemente la sua stabilità economica e istituzionale. Questa situazione non è un caso, fa parte di un piano elaborato di potenze straniere che mirano a diventare partner privilegiati dell’Europa. Chi è più interessato a questa partnership sono gli Stati Uniti che sono anche la parte più colpita dalla crisi dell'economia globale. Inoltre gli USA sono i maggiori responsabili delle guerre in corso in Ucraina e in Israele e sono anche diventati i maggiori fornitori di armi di queste guerre. Sono anche coloro che hanno sostituito la Russia nella fornitura di energia alla UE, ad un prezzo più alto. Non è quindi facile avere una relazione commerciale di reciproca convenienza con una nazione che impone pesanti dazi ai tuoi prodotti. Ma la scelta di reagire al Nuovo Colonialismo Trumpiano con ReArm Europe è una follia insensata.
Non è ragionevole chiudere i mercati globali, invece è necessario pretendere dai propri partner internazionali garanzie su un reciproco futuro basato su:
A. Diritti e garanzie economiche per i lavoratori e l’intera popolazione.
B. Rispetto degli standard UE su ambiente e cambiamenti climatici.
L’Europa è stata una delle culle della democrazia, oggi è necessario stabilire i principi della Democrazia Economica.
1. Diritto ad avere una condizione economica dignitosa
2. Diritto a migliorare la propria condizione economica
3. Diritto a controllare direttamente i mezzi di produzione
4. Diritto all’autosufficienza economica nel territorio in cui si vive
AUTOSUFFICIENZA ECONOMICA DI OGNI SINGOLO PAESE UE
Per acquisire questi Diritti Umani è necessario che ogni Paese dell’Unione diventi Unità Socio Economica Autosufficiente. Il primo passo per raggiungere questo Status, ogni Unità deve ottenere l’autonomia energetica auto producendo le fonti necessarie per il proprio fabbisogno. Il costo dell'energia, non può fluttuare nel cosiddetto “libero mercato”, sottoposto alla mercé di speculazioni finanziarie causa di instabilità dei prezzi alla produzione ed al consumo. Tutte le Unità Socio economiche dovranno diventare autosufficienti anche nella produzione di materie prime, se non estraendole, attraverso dei processi industriali di riciclo, oppure usando la ricerca e la tecnologia per creare nuovi materiali. L'Europa, per scongiurare la crisi dovrà sostenere questo tipo di sviluppo decentrato.
DIVIDERE GLI INTERESSI PUBBLICI DA QUELLI PRIVATI
La nazionalizzazione dell'energia e delle materie prime è necessaria per contenere i prezzi di mercato. Favorire in questi settori profitti miliardari a pochi privati significa generare inflazione. Il capitalismo di questi ultimi 100 anni dimostra che l’instabilità dei prezzi di questi beni hanno generato a catena aumento dei costi alla Produzione e ai Consumatori. Le fonti energetiche devono essere considerate bene comune e la nazionalizzazione è un passaggio obbligato da realizzare in tempi brevi; l'economia del continente non potrà resistere ad un'altra impennata inflazionistica.
Le Società Pubbliche devono gestire a regime bilanciato di “nè perdite nè profitti” questo settore primario.
Diventando autosufficienti, gli Stati potranno garantire: occupazione, salari adeguati e maggiori entrate tributarie per coprire pensioni, istruzione, sanità. Il mantra dell’Europa deve diventare: Aumentare il potere d’acquisto dell’intera popolazione creando lavoro, per tutti! È ora che l'Europa impari a camminare da sola!
Se queste riforme saranno guidate da uno spirito di cooperazione coordinata e di mutua assistenza tra gli Stati, dando priorità alla solidarietà rispetto alla competizione capitalista, la leadership dell'Europa sarà riconosciuta a livello mondiale.
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