LA GUERRA DEI DAZI È LA GUERRA DEI RICCHI D’AMERICA
Sulla crisi dei dazi aperta da D. Trump, nessuno si è chiesto perché gli inventori della Globalizzazione Economica hanno deciso di affossarla. Semplicemente perché ne hanno perso il controllo. La guerra dei dazi è soprattutto contro la Cina, alla Russia ci ha già pensato Biden aprendo il fronte Ucraino. A tutti gli altri sta dicendo: “o state con noi oppure sprofondate assieme a noi”. Un modo per arginare i Cinesi è con chi ha relazioni commerciali con loro. Inoltre, con i dazi, vuole finire il lavoro di rientro delle aziende Tech che aveva iniziato Biden.
Se si fa un’analisi dell’economia USA oggi si scopre che sono indebitati in maniera irreversibile, il dollaro inizia ad avere sempre meno peso; Wall Street vive sulla fiducia dei mercati ma la fiducia non è moneta. Trump si fa forza sulla rete di investimenti tessuta dai Super Fondi USA tipo Blackrock. Gestiscono infrastrutture vitali per la sovranità nazionale, come energia, acqua e trasporti in tutto il mondo. Hanno partecipazioni in aziende pubbliche e private anche in Italia. Se alle elezioni tedesche la candidata di E. Musk era la leader del partito neonazista, F. Merz, che le elezioni le ha vinte, fino al 2023 è stato dirigente di Blackrock. Trump ha detto alla UE e al mondo: <<se falliamo noi vi trasciniamo dentro tutti, quindi trattiamo>>. Se tocchi i Fondi “americani” fai “harakiri” e di questo fatto sono coscienti sia le autorità USA che UE.
Non è facile avere una relazione commerciale con una nazione che ti ricatta e ti minaccia. Certo che se la risposta al Nuovo Colonialismo Trumpista è ReArm Europe siamo veramente nelle mani di nessuno!
L’Unione Europea è il mercato più ricco al mondo dove tutte le potenze globali ambiscono ad avere una fetta di mercato. Siamo così ambiti che ci hanno creato due guerre ai nostri confini che ne minacciano pesantemente la stabilità economica e istituzionale. Non è ragionevole chiudere i mercati globali ma se vai a trattare è necessario pretendere dai propri partner internazionali garanzie su un reciproco futuro basato su: 1. Diritti e garanzie economiche per i lavoratori e l’intera popolazione. 2. Rispetto degli standard UE su ambiente e cambiamenti climatici.
L’Europa è stata una delle culle della democrazia, oggi è necessario stabilire i principi della Democrazia Economica. Il Diritto all’autosufficienza economica nel territorio in cui si vive è necessario per svincolarsi da accordi ricattatori di potenze interne ed esterne all’Unione Europea. Sarebbe un errore mortale per la nostra economia se i vertici UE andassero a trattare per difendere gli interessi delle proprie multinazionali dimenticandosi delle necessità collettive. Viceversa andare a trattare singolarmente come sta facendo la presidente Meloni è come mettersi il cappio al collo!
È invece giunto il momento di pensare al mercato interno Europeo. Aumentare la produzione e il potere d’acquisto per massimizzare l’occupazione è la formula che permetterà a tutti essere autosufficienti. Ogni Paese UE deve diventare Unità Socio Economica Autosufficiente per affrontare insieme l'acuirsi della crisi globale. Tutti i 27 membri devono acquisire: autosufficienza energetica, sovranità alimentare e autosufficienza nella produzione di materie prime. Gli Stati devono dividere gli interessi pubblici da quelli privati. Le fonti energetiche devono essere considerate bene comune e la nazionalizzazione è un
passaggio obbligato da realizzare in tempi brevi; l'economia del continente non potrà resistere ad un'altra impennata inflazionistica. Cambiare paradigma: separare il pubblico dagli interessi privati per contenere la speculazione; cooperazione tra gli Stati, solidarietà invece che competizione.
Gli USA hanno già scritto il loro futuro. La difesa dei capitali dei Super Ricchi ha creato milioni di poveri; la conseguente disgregazione sociale ed il debito faranno implodere il sistema. Seguirli è un suicidio.
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