Un Mondo Possibile

Politica, Economia, Cultura e Democrazia Economica

VIOLENZA DIGITALE. DIRITTI DELLE DONNE

VIOLENZA DIGITALE. DIRITTI DELLE DONNE
Le segnalazioni pervenute da molti utenti Facebook hanno costretto Meta a chiudere la pagina Mia Moglie. Corpi di donne dati in pasto a decine di migliaia di utenti che praticano violenza on line. Dietro a questi fatti rimangono strascichi e ferite mentali dolorose per quelle donne abusate e date in pasto alla gogna mediatica. Tutto ciò si consuma quotidianamente sui social media che utilizzano ed incentivano il maschilismo. Più un tipo di linguaggio tira, più i social media hanno interesse a promuoverlo e gli inserzionisti a pubblicizzare i loro prodotti. Combinare machismo a violenza sessuale sulle donne per aumentare i profitti.

Il proliferare di questo tipo di pagine su Instagram, Facebook, Tik Tok, You Tube, ecc. ne sono la controprova. I Social fanno le proprie scelte promozionali in funzione di manipolazioni emotive, di utilizzo di contenuti tossici, alimentati dai loro algoritmi. Pensiamo che ciò che succede nei Social siano momenti di distrazione, invece ci sono dietro strategie per accalcare utenti e lucrare. Così prolifera la violenza sul web. Ma c'è modo di fermarli? In Italia non ci sono leggi specifiche che possono coprire reati di violenza sessuale digitale, è urgente un disegno di legge apposito. Abbiamo la presidente Giorgia Meloni che continua a dire: “sono una donna, sono una mamma e pure cattolica”, potrebbe fare molto in questo ambito, come ad esempio varare una legge ad hoc come hanno fatto altri Paesi. Lei ha detto che già esiste una legge (Revange porn) ma le associazioni a difesa dei diritti delle donne ribattono che è onere della vittima dimostrare il dolo specifico della violenza. In gruppi formati da 50.000 utenti, per la maggior parte coperti da nickname, ti voglio vedere andare a prendere il colpevole! Condanni per violenza digitale di gruppo 50.000 persone?

Chi governa dovrebbe richiedere maggiore responsabilità alle piattaforme digitali ma con Trump che ha dato mandato ai suoi compaesani di non rispettare il Digital Services Act e di sanzionare con dazi la UE se tale regolamento del mercato digitale verrà applicato, con la nostra Presidente che va a braccetto con Elon Musk, sarà difficile aspettarsi misure a salvaguardia dei diritti delle donne. Eppure ci sono misure semplici che si possono applicare subito: il divieto di qualsiasi tipo di pubblicità su queste pagine web. Disincentivare il lucro significa governare gli appetiti dei social che non avranno più interessi a coltivare tali tendenze anti umane. Bisogna autorizzare per legge la collaborazione tra polizia postale ed alcune delle maggiori associazioni che tutelano i diritti delle donne come nella n. 349, art. 13 che prevede il riconoscimento di associazioni ambientaliste da parte del Ministero dell'Ambiente. Potrebbe essere un'iniziativa del governo per individuare siti e social che non rispettano le leggi.

E' necessario che autorità ed istituzioni pubbliche dimostrino in concreto come le nuove tecnologie digitali andrebbero utilizzate per incentivare la conoscenza, la cultura, l'informazione, i diritti delle donne. È necessario creare un Social Network Europeo Pubblico. La UE avrebbe la capacità di farlo in tempi brevi creando una piattaforma con canali TV e radio pubbliche dei paesi UE. Digitalizzi, raccogli pubblicità per sostenere i costi, crei pluralismo nell'informazione, sostieni i valori fondanti UE, promuovi rispetto e attenzione per l'immagine ed i diritti delle donne. Dare la possibilità agli europei di conoscersi e di confrontarsi sulla condizione della donna è un'opportunità di emancipazione per risanare le società da un sistema privato delle comunicazioni digitali che sfrutta l'immagine della donna quasi esclusivamente per trarne profitto. A tutto ciò c'è un ostacolo: quel carrello di molluschi bolliti (come li ha chiamati M. Travaglio) che governano la UE!

Articolo originale: Telegram

Exit mobile version