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Referendum Giustizia: perché è necessario votare NO Con la crisi energetica e l’economia…

Referendum Giustizia: perché è necessario votare NO Con la crisi energetica e l’economia che sta andando in pezzi perché chiedere agli italiani di andare alle urne per modificare la Costituzione? Inoltre la riforma della giustizia ha altre priorità da risolvere: mancanza di magistrati, cancellieri e funzionari in tutta Italia;
istituire il processo penale telematico per velocizzare le sentenze; modificare norme dannose che rallentano i processi come la prescrizione e la successiva improcedibilità; limitare l’uso delle intercettazioni ostacola la lotta alla criminalità organizzata e ai reati di corruzione, concussione e peculato.
Lo scopo principale di questa riforma è la modifica del CSM (Consiglio Superiore della Magistratura), organo di autogoverno di rilievo costituzionale che garantisce l’autonomia della Magistratura. Con la vittoria del SÌ, il Referendum confermativo andrebbe a modificare una delle colonne della nostra Costituzione: il mantenimento della separazione dei poteri dello Stato: Legislativo (Parlamento), Esecutivo (Governo), Giudiziario (Magistratura). I “padri fondatori” che hanno dato la forma alla Costituzione Italiana erano tutti d’accordo su una regola: la separazione e l’autonomia dei poteri dello Stato avrebbero creato un sistema di controlli incrociati tali da mantenere vivi i fondamenti su cui si basa la nostra democrazia.

Questo impianto è lo stesso che suggerisce il Prout per l’ordinamento sociale futuro. P. R. Sarkar ideatore e promotore di questa nuova teoria socio economica, nel suo discorso Democrazia Compartimentata (1), criticando l’impianto democratico su cui è stata fondata l’India, simile alle maggiori democrazie occidentali, fa queste affermazioni: “Nelle cosiddette democrazie, persino la magistratura non può funzionare in modo indipendente, poiché il partito al governo esercita pressioni su giudici e ufficiali giudiziari. Pertanto, a volte vengono emesse sentenze che strangolano la giustizia”…. “Nel sistema attuale, la magistratura è sottoposta a un ministro e le pressioni del ministro (potere esecutivo, ndt) possono comprometterne l’indipendenza. Per eliminare questo difetto e garantire una giustizia imparziale, la magistratura dovrebbe avere il diritto di operare in modo indipendente. In nessun caso il presidente della Corte Suprema dovrebbe essere trattato come inferiore al Presidente o al Primo Ministro. Solo moralisti e persone oneste dovrebbero essere insediati sul sacro seggio della giustizia. Se le persone non tengono sotto stretto controllo questa questione, l’ingiustizia prenderà il posto della giustizia”.

La nostra Costituzione, diversamente da Germania, USA, Francia, India, ecc. ha questa caratteristica di separazione del potere giudiziario dal potere politico che Sarkar reputa indispensabile in ragione del mantenimento di valori morali nella società. La sua proposta di gestione dello Stato avviene attraverso un sistema di Democrazia Compartimentata, dove i poteri dello Stato sono separati con proprie autonomie. È una regola garantista, una finestra sul futuro per un cambiamento più rispettoso dei diritti di tutti.
Utilizzare la modifica della Costituzione, togliendo autonomia al potere giudiziario è una concezione dello Stato profondamente immorale, un escamotage per permettere ad una certa parte della politica di favorire gli interessi di casta e di chi la finanzia. Sulla separazione dei poteri: legislativo, esecutivo, giudiziario e di revisore dei conti P. R. Sarkar è molto chiaro: “Tutti e quattro i rami sopra menzionati dovrebbero avere la possibilità di funzionare in modo indipendente. Ci saranno quindi quattro compartimenti. Nessun compartimento funzionerà sotto l’egida di un altro”.
E’ per questa ragione che tutte le persone morali che intendono creare un futuro basato su libertà e diritti di tutti devono esprimersi per il NO al Referendum che voteremo il 22 – 23 Marzo.

Articolo originale: Telegram

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