Un Mondo Possibile

Politica, Economia, Cultura e Democrazia Economica

Italia mediterranea, Europa adulta

Italia mediterranea, Europa adulta
Redazione Mde

Un Paese che non riconosce i propri interessi reali finisce per servire quelli altrui. Per l’Italia il primo atto di maturità è il realismo: non mentire a se stessa. L’Italia è parte dell’Occidente, dell’Unione Europea e dell’Alleanza Atlantica, ma è anche una nazione mediterranea, industriale, agricola, marittima, energeticamente vulnerabile e storicamente legata a Balcani, Levante, Nord Africa e Africa subsahariana. Questa collocazione non è un dettaglio: è il suo destino politico.

Per MDE, l’interesse nazionale non coincide con il nazionalismo. Il nazionalismo ristretto è geosentimento: rafforza l’ego collettivo ma riduce l’intelligenza politica. L’interesse nazionale, in senso proutista e neoumanista, è invece la responsabilità di garantire al popolo minime necessità, sicurezza economica, lavoro, potere d’acquisto, beni comuni, uso razionale delle risorse e pace. Difendere l’Italia significa impedire che la comunità venga svuotata da monopoli, dipendenze esterne, guerre altrui e subordinazione economica.

Il rapporto con gli Stati Uniti va reso adulto. Gli USA sono un alleato, ma perseguono interessi propri, non sempre coincidenti con quelli italiani o mediterranei. La subordinazione non è lealtà: è rinuncia alla responsabilità. Un alleato serio coopera, ma sa anche dissentire, proporre e rifiutare quando una scelta danneggia la propria sicurezza, la propria economia o la pace regionale.

Il metodo proposto da MDE è la Democrazia Economica ispirata al Prout. Non basta parlare di sovranità se energia, cibo, credito, porti, reti, tecnologia e filiere produttive sono controllati da poteri esterni. La forza internazionale nasce dalla ricostruzione interna: controllo pubblico o comunitario dei settori strategici, cooperative produttive, piccole imprese coordinate, banche territoriali, ricerca pubblica, formazione tecnica, piena occupazione e produzione orientata ai bisogni reali, non al profitto monopolistico.

L’Italia deve quindi sviluppare una politica mediterranea autonoma, fondata su pace regionale, sicurezza energetica, sicurezza alimentare, gestione condivisa dell’acqua, cooperazione sulle migrazioni e sviluppo produttivo locale. Questo vale nei Balcani, nel Levante, nel Nord Africa e nell’Africa subsahariana. La lezione di Enrico Mattei resta attuale: trattare gli interlocutori con dignità, offrire accordi seri, rompere i monopoli, mantenere la parola e creare vantaggi reciproci.

Questa impostazione dovrebbe tradursi in un Patto Mediterraneo di Democrazia Economica: non un blocco militare, ma una rete di accordi su acqua, agricoltura integrata, energie rinnovabili decentralizzate, biogas, reti pubbliche, cooperative, scuole tecniche, borse di studio, cantieristica civile, sanità territoriale e protezione delle coste. La sicurezza non nasce solo dalle armi, ma da pane, acqua, lavoro, dignità, cultura e fiducia.

Anche l’Europa deve diventare adulta. Non basta un’Europa guidata dall’asse finanziario del Nord o dalla paura militare dell’Est. Serve un’Europa policentrica, capace di riconoscere le diverse aree socio-economiche e di cooperare senza imporre un modello unico. L’Italia dovrebbe costruire un’alleanza dei Paesi mediterranei su energia, acqua, agricoltura, coste, industria, demografia e migrazioni.

Il nuovo realismo italiano non deve essere cinico, ma neoumanista: amicizia con tutti i popoli, sudditanza verso nessun potere; cooperazione con chi accetta il rispetto reciproco; opposizione a sfruttamento, monopoli, guerra e accumulazione senza limiti. L’Italia tornerà autorevole solo se diventerà utile: al proprio popolo, al Mediterraneo, alla pace e a una nuova Europa.

Articolo originale: Telegram

Exit mobile version