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Il PD e il M5s: un balletto tra junior partner e federazioni

Il PD e il M5s: un balletto tra junior partner e federazioni

Oh caro Pd, con Schlein al comando,
“Unità!” proclami, ma non stai ascoltando.
Conte alza il dito, ad Atreju proclama,
“Junior partner? No grazie, non seguo il tuo schema!”

Il dialogo è teso, gli scontri frequenti,
tra appelli, veti e commenti pungenti.
Schlein sogna alleanze, “progressiste” le chiama,
ma Conte ribatte e rifiuta il programma.

“Non saremo cespugli, né corollari,
al tuo tavolo noi non siamo gregari!”
Mentre il Pd invoca uliveti passati,
i Cinque Stelle restano isolati.

Boccia si spiega, allarga le braccia,
“L’avversario è la destra, non una minaccia!”
Ma sotto le righe, tra chi critica e tace,
la “coalizione” non sembra efficace.

E tra le file, si cerca un federatore,
un Ruffini, un nome, qualcuno migliore?
Si spera in un centro che torni compatto,
ma il rischio è di perdere chi è già distratto.

Oh caro Pd, con il tuo parlare,
prima decidi e poi vuoi spiegare.
Gli alleati s’infuriano, si sentono persi,
mentre tu rivendichi i tuoi grandi versi.

E intanto la destra ride di gusto,
perché l’oppositore sembra vetusto.
Un balletto di nomi, tattiche e veti,
mentre il popolo attende progetti concreti.

MDE osserva, con riso un po’ amaro:
senza vera unità, il futuro è precario.

Articolo originale: Telegram

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