Campagne
ENI partecipi attivamente alla transizione energetica
Per quanto riguarda la riconversione del sistema energetico italiano, con le insicurezze in questo campo introdotte dalla guerra in Ucraina, è auspicabile che il mercato dell'energia, vada progressivamente circoscritto all'interno della UE. Questa strategia è sicuramente in funzione dell'interesse di tutti i paesi dell'intera Europa Comunitaria. È inevitabile nel breve periodo l'acquisto di energia attraverso delle collaborazioni mirate con Paesi esteri, ma l'obiettivo dell'autosufficienza energetica deve essere una priorità nel calendario Europeo. Questa strategia deve valere anche per la produzione di energie rinnovabili. In questo settore è in ogni caso indispensabile sganciarsi dalla dipendenza dei monopoli Cinesi o di qualsiasi altro blocco imperialista oggi in guerra commerciale globale per il controllo del pianeta. Se l'Europa crede veramente nei processi di sviluppo economico sostenibile intenti a portare benessere e stabilità a favore dei popoli e delle varie culture dei...
Rinnovabili: massima e razionale distribuzione della ricchezza prodotta
Una transizione ecologica programmata deve escludere dalla produzione di energia prima le grandi industrie multinazionali private perché anche se fossero italiane, la natura del massimo profitto e la poca attinenza ad aprire a processi di socializzazione economica sono e saranno sempre causa dell'instabilità dei prezzi. Le caratteristiche menzionate contraddistinguono la natura delle multinazionali e non possono, in questo settore strategico, soddisfare e tenere in piedi la nostra economia fatta prevalentemente di piccole e medie industrie. Sono proprio queste ultime che subiscono la crisi energetica. La chiusura di molte piccole aziende e molte altre che hanno iniziato a dilazionare i pagamenti delle bollette sono sotto gli occhi di tutti. La nazionalizzazione ed i prezzi dell'energia calmierati devono essere fatti soprattutto per salvaguardare la nostra piccola economia. Non possiamo quindi permettere ai grandi privati e alle multinazionali di prendere in mano il controllo delle...
Mercato energetico: massima utilizzazione delle risorse e razionale distribuzione della ricchezza prodotta
Secondo MDE, in campo energetico, vanno fatte delle scelte applicando i principi di economia enunciati dal PROUT : massima utilizzazione delle risorse e massima e razionale distribuzione della ricchezza prodotta. Per raggiungere la massima utilizzazione il metodo di applicazione deve essere di natura progressiva. Per soddisfare questo principio di massima utilizzazione, applicato alla componente energia sono necessari i seguenti passi: A) Nazionalizzare le fonti energetiche sia fossili che rinnovabili. Il quadro normativo del Golden Power, espresso nel D.L. 21 del 2012 poi modificato negli anni ed aggiornato qualche giorno fa, permette di salvaguardare gli assetti proprietari delle società operanti in settori reputati strategici e di interesse nazionale. Negli anni passati ed in ultimo dal 2020 con la crisi sanitaria, molti Stati europei hanno nazionalizzato importanti settori strategici per l'interesse collettivo. È necessario che l'Italia esca dalla logica neo-liberista e ricorra a...
Un progetto socioeconomico partendo dal basso
venerdì 8 aprile ore 18:30 - Presso Teatro Kaliscopio - via XIV Maggio 2b, Treviso
Relatore Albino Bordieri
Un progetto socioeconomico che parte dal basso
Socialismo Cooperativo: Cooperazione, Coordinazione, Comunità economiche locali, Programmazione economica dal basso
Ecologia e Massima Utilizzazione: Utilizzo ottimale delle risorse, Riciclo, Rispetto della natura, Conservazione dell’acqua
Beni Comuni Pubblici: Materie prime e beni comuni gestiti localmente senza perdite ne’ profitti
La Questione Morale: Prima di tutto stabilire un patto per la responsabilità e l'onestà dei nostri attivisti e rappresentanti
Libertà dall'ansia economica: Organizzare il lavoro per la solidarietà e la cooperazione
Evento Facebook
La stabilità del mercato energetico è una priorità politica che il Governo Italiano non può ignorare
Le ultime dichiarazioni di Draghi al Parlamento e al Paese ci dicono chiaramente che l'Italia e l'Europa sono in difficoltà con una guerra alle porte e una crisi economica grave. La volatilità dei mercati energetici con un aumento di benzina e diesel medio del 45% rispetto ad un anno fa impongono al Governo di organizzare in tempi brevi un piano di emergenza energetica in grado di sostenere la crisi. Le misure intraprese dal Governo per stabilizzare i prezzi dell'energia e far respirare utenti e piccole industrie sono insufficienti; tamponi una tantum. Non esiste ancora una politica energetica pluriennale in grado di dare sicurezza e futuro sia ai produttori che ai consumatori. L'errore di base è quello di pensare che il mercato dell'energia sia in grado di fluttuare liberamente e sia capace di autoregolamentarsi, come da memoria smithiana. Un dogma neoliberista oramai smascherato e che sta portando soprattutto l’Italia ed il mondo globalizzato verso una depressione economica...
Adesione alla campagna greENIwashing
Aderiamo per esprimere estrema preoccupazione per le strategie industriali che ENI intende attuare nei prossimi anni. Con l'avvento della guerra in Ucraina che ha messo l'Italia e l'Europa in una situazione di grave crisi energetica, il raggiungimento degli obbiettivi verso una transizione sostenibile è ancor più necessaria ed urgente. Il cambiamento della sua politica aziendale non è solo indispensabile per gli obbiettivi di transizione ecologica e di lotta all'inquinamento che l'Europa e l'Italia si apprestano ad affrontare ma è indispensabile per velocizzare il potenziamento di quelle energie rinnovabili unica vera soluzione possibile ai problemi sanitario ambientali del nostro Paese. A nostro avviso la guerra in Ucraina è il vero inizio del declino della globalizzazione economica perché oggi non ci sono più luoghi certi per le transazioni economiche internazionali. L'ENI nel suo ruolo di multinazionale operante nel mercato dell'energia non può più permettersi di puntare solo sulle...
Il Caro carburante e la speculazione
Il prezzo del carburante sta aumentando in maniera sproporzionata. Ma è solo colpa della guerra in Ucraina? Solo in parte e dovremo dire l'aumento avrebbe dovuto toccare soprattutto il gas metano, che è quello che ci fornisce la Russia, ma così purtroppo non è.L'Italia aveva ed ha il primato dei prezzi più alti in Europa tra benzina e gasolio e questa è un'altra controprova. Quella a cui cittadini e imprese sono oggi sottoposte è una speculazione finanziaria di proporzioni mondiali. Il prezzo dei carburanti non è legato alla produzione, ma ai prodotti speculativi come i futures, per scommettere in più o in meno su prezzi di qualunque bene, specialmente le materie prime essenziali. La realtà dei fatti quindi rende chiaro che gli interventi intrapresi dal governo al momento sono una barzelletta raccontata male. Il governo ha promesso nel giro di settimane di intervenire per calmierare i prezzi dei prodotti energetici, ma ogni giorno che passa sono milioni di euro che famiglie e aziende...
No alla guerra
Comunicato sulla guerra in Ucraina del Movimento per la Democrazia Economica.
Campagna contro le Privatizzazioni
La situazione: Privatizzazione dello Stato Politiche del libero mercato La sudditanza del pubblico al privato e alle privatizzazioni, nasce in tutto il mondo dall'indebolimento del pubblico, con il sopravvento degli appalti al ribasso, lo sfruttamento dei lavoratori, la nascita di contratti flessibili e la gestione a fini di profitto, anche se contrattualizzato, delle proprietà pubbliche. Dagli anni 80 fino ai primi del 2000, la politica comune delle privatizzazioni ha contrassegnato uniformemente il mercato economico europeo, considerando la proprietà pubblica (locale o statale) come ostacolo che penalizza il funzionamento del cosiddetto libero mercato. Psicologia delle privatizzazioni Le privatizzazioni dei settori chiave pubblici (distribuzione energia elettrica, gas, acqua, sanità, ecc.) piacciono ai ricchi. Ciò porta all'indebolimento della rappresentanza politica e dei corpi intermedi, al rafforzamento e incremento del sistema delle lobbies, avvalorando l'accettazione dell'idea...
Lavorare meno, lavorare coordinati, lavorare tutti
Per la ripresa economica - più lavoro per tutti: Riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario. Incentivare la Cooperazione Coordinata tra i giovani, le donne e i disoccupati. Incentivare gli aiuti e i fondi per i progetti di WBO, Workers BuyOut (cooperative di lavoratori che acquistano le aziende in difficoltà) Incentivare la produzione di beni e servizi a prezzo sostenibile a livello locale e all'interno della Comunità Europea per ridurre la globalizzazione economica. Le politiche del Jobs Act varate nel 2015 hanno causato in questi anni maggiore precarietà impoverendo anche chi lavora. L'aumento della flessibilità contrattuale voluta da Matteo Renzi ha permesso facilità nei licenziamenti e ha portato maggiori profitti per le aziende. Quello di abbattere l'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori è stato un chiaro obbiettivo focalizzato dagli organismi internazionali per imporre le politiche della flessibilità che è parte del vangelo della Troika e del turbo capitalismo...
Mai più Infortuni e morti bianche sul lavoro!
Contro le morti e gli incidenti sul lavoro: Aumentare i controlli sui posti di lavoro. Corsi di Formazione e aggiornamenti gratuiti sulla sicurezza per artigiani e piccole imprese. Riduzione del lavoro e divieto di straordinari per i lavoratori che fanno lavori usuranti o che richiedono un’alta concentrazione. Migliori trasporti pubblici per i lavoratori che devono affrontare viaggi da casa in auto più lunghi di 20 km. Spese e responsabilità sulla sicurezza dei lavoratori alle società appaltanti o che terziarizzano il lavoro. Vietare la partecipazione ad attività legate all'Ecobonus e Sismabonus 110% alle aziende non in regola con le normative sulla sicurezza sul lavoro. Firmiamo la petizione! Negli ultimi 30 anni abbiamo avuto in Italia più di 1000 morti sul lavoro ogni anno. Nel 2020 abbiamo raggiunto i 1538 decessi e negli ultimi 5 anni pre pandemia si sono avuti in media 642000 infortuni sul lavoro all'anno. Numeri vergognosi per un paese come l'Italia che si reputa sviluppato! Il...
Per una Sanità che sia Bene Comune
Tutti gli esseri umani hanno diritto di vivere e di stare in salute, la Sanità è un bene comune, non un privilegio dei più ricchi. Negli ultimi anni i governi che si sono succeduti hanno abbracciato sempre di più la teoria che la salute è un affare privato, e che lo Stato deve diminuire sempre di più i suoi interventi in campo sanitario. La spesa sanitaria è considerata un peso per lo Stato e un lucroso affare per i privati. Lo Stato ha rinunciato sempre di più alla sua azione di tutela della salute dei cittadini per affidare questo compito ad istituzioni ed aziende private. La Società Umana ha il dovere di aiutare i fratelli e le sorelle più deboli. Rinunciare a questo compito naturale ci rende sempre meno umani, sempre più alieni dalla nostra natura umana. I difetti: I ticket, che non tutti i cittadini possono permettersi. Per incentivare il passaggio alla sanità privata, a volte i ticket sono più alti del prezzo dello stesso servizio erogato da un privato. In alcuni casi bisogna...