Abbiamo la guerra alle porte di casa, l'Unione Europea è direttamente coinvolta e anche l'Italia che ne fa parte è coinvolta. La guerra è sempre una barbarie, un ritorno agli istinti primitivi del più forte perciò non ci si può schierare. La guerra non ha vinti e vincitori, perché anche chi predomina ha le sue perdite e le sue conseguenze e ad ogni azione c'è sempre una reazione. Al dolore della popolazione ucraina e dei profughi e allo sconcerto si aggiunge un'altra guerra, quella dei colletti bianchi con la disinformazione che si combatte sui media, social, dibattiti. Informazione di denuncia ma molto spesso non arbitra, ma schierata. La guerra delle bugie e di chi urla più forte a favore o contro la NATO, la Russia, l'Europa, l'Ucraina è un ulteriore male che non contribuisce a realizzare una pace vera. Tanto meno chi utilizza le notizie per rafforzare o demolire la posizione del Governo è una pratica strumentale inaccettabile fatta sulla pelle di chi la guerra la subisce davvero....
La situazione: Privatizzazione dello Stato Politiche del libero mercato La sudditanza del pubblico al privato e alle privatizzazioni, nasce in tutto il mondo dall'indebolimento del pubblico, con il sopravvento degli appalti al ribasso, lo sfruttamento dei lavoratori, la nascita di contratti flessibili e la gestione a fini di profitto, anche se contrattualizzato, delle proprietà pubbliche. Dagli anni 80 fino ai primi del 2000, la politica comune delle privatizzazioni ha contrassegnato uniformemente il mercato economico europeo, considerando la proprietà pubblica (locale o statale) come ostacolo che penalizza il funzionamento del cosiddetto libero mercato. Psicologia delle privatizzazioni Le privatizzazioni dei settori chiave pubblici (distribuzione energia elettrica, gas, acqua, sanità, ecc.) piacciono ai ricchi. Ciò porta all'indebolimento della rappresentanza politica e dei corpi intermedi, al rafforzamento e incremento del sistema delle lobbies, avvalorando l'accettazione dell'idea...