Autore: Albino Bordieri
Scambi Globali ed Economie Locali
La crisi economica e le soluzioni
L'economia è di tutti.
Partiamo da questo semplice principio: l'economia non deve essere fatta per il benessere di pochi e non deve essere gestita e interpretata dai super esperti, nuovi sacerdoti di una religione fasulla.
Tutti noi facciamo economia ogni giorno: comprando, vendendo, scambiando ciò che ci serve per vivere. Non lasciamoci impressionare da calcoli astrusi e termini tecnici. Se un sistema economico riduce la gente sul lastrico o crea la fame, questo sistema è sbagliato. E se è sbagliato dobbiamo toglierlo dalle mani di chi lo ha ridotto in questo stato pietoso. Il sistema economico è nostro e dobbiamo riprendercelo.
Detto questo, e supponendo che siate d'accordo, come possiamo fare a riprenderci il sistema economico? Come possiamo tirarci fuori dalla melma dove ci hanno trascinato, facendoci promesse di ricchezze e crescita infinita?
Lasciate perdere i super esperti economici, che parlavano del mercato globale e della globalizzazione promettendoci ricchezza, ora sono gli...
La Massima Utilizzazione (parte 3)
Il termine globalizzazione è piacevole a sentirsi perché dà una sensazione di magnifica grandezza alle nostre menti assetate di infinito, ma questa parola nasconde, a scopi propagandistici, il senso della terminologia tecnica che è integrazione internazionale della produzione. Globalizzazione significa fare produrre un prodotto all'estero allo scopo di aumentare i profitti diminuendo i costi di produzione. In questo modo la diffusione aumenta con la diminuzione del prezzo di vendita.
Apparentemente il prezzo del prodotto diminuisce per l'utente finale, ma come al solito ci sono effetti collaterali che gli imprenditori preferiscono ignorare, attratti dai bagliori del guadagno immediato.
Il trasporto delle merci che possono essere prodotte localmente è uno dei problemi principali della produzione in luoghi lontani dal consumo.
Tutti noi, viaggiando per le tangenziali o le autostrade, abbiamo notato il numero davvero impressionante di camion per il trasporto delle merci. Alcune merci si...
La Massima Utilizzazione (parte 2)
vestito fatto da un paracadute americano nel 1945
La Massima Utilizzazione nella produzione
La produzione attuale è orientata al massimo profitto dell'imprenditore. È giusto che l'imprenditore debba fare i suoi interessi, perché questo contribuirà a mantenere attiva e vitale l'economia. Ma è anche giusto che la collettività debba fare i suoi interessi, ponendo limiti all'attività imprenditoriale quando questa diventa dannosa o poco conveniente per la comunità stessa.
L'utilizzo delle potenzialità dei materiali e delle tecnologie dovrebbe essere studiato attentamente, per trovare nuovi modi di usare le stesse risorse con un maggior tasso di utilizzazione.
Per esempio alcune fabbriche di ceramica del modenese hanno adottato un sistema di cogenerazione per utilizzare gran parte del calore disperso dai forni.
I forni per la ceramica devono essere tenuti sempre accesi, anche quando non sono utilizzati, perché l'avviamento della produzione richiede tempi lunghissimi e anche perché la...
La Massima Utilizzazione
Introduzione
Quando ero piccolo, negli anni sessanta, passavo gran parte delle giornate d'estate a casa dei miei nonni. Le giornate erano scandite da appuntamenti regolari: la mattina verso le otto passava l'uomo delle granite. Secondo l'uso siciliano, una bella granita di mandorle e una brioche è quel che ci vuole, per iniziare una calda giornata estiva. L'uomo gridava, con il suo megafono attaccato sopra il triciclo a motore: "a minnulata!" e le persone, adulti e bambini, uscivano con il loro bicchiere o la tazza, a comprare la loro porzione di mandorlata ghiacciata, preparata dal gelataio con mandorle, zucchero e acqua.
Un po' di tempo dopo passava il panettiere con un triciclo furgonato. Chiedeva a mia nonna quanto pane avesse bisogno e di che tipo, poi lo consegnava e bussava alla prossima porta. Prima o dopo il panettiere, passava il lattaio. Consegnava il latte della centrale in una bottiglia di vetro con un coperchietto di stagnola e, senza aspettare mia nonna, suonava il...
Siamo tutti lavoratori scontenti
Siamo tutti lavoratori scontenti
Un nuovo tipo di sfruttamento, subdolamente diverso dallo sfruttamento economico di una volta, si è fermamente radicato in Europa.
Riconoscerlo è il primo passo per combatterlo. Lo sfruttamento psicoeconomico, meno visibile dello sfruttamento materiale di una volta, ci opprime mentalmente prima che fisicamente, costringendoci ad una vita di sacrifici non riconosciuti socialmente, una vita nella quale la nostra creatività e le nostre capacità sono frustrate da un sistema sociale dove l'unico valore è il profitto immediato, dove il valore del lavoro, fondamento della nostra Repubblica, è sostituito dal valore del denaro.
Siamo abituati a considerare sfruttati coloro che, pur lavorando duramente, non possono godere dei frutti del proprio lavoro, le persone costrette agli stenti pur lavorando onestamente. In un certo periodo della storia italiana questa classe sociale sembrava essersi estinta, sostituita da un benessere diffuso e di livello accettabile,...