La mattina presto abbiamo l'abitudine, qui
nell'ospedale di Emergency a Kabul, di dare una
occhiata ai titoli dei quotidiani su Internet. Dalla
prima riga dell'editoriale del Corriere del 2 febbraio
vengo a sapere di essere un Signor Né-Né, neologismo
coniato dal Signor Francesco Merlo nel commentare la
dichiarazione di Armando Cossutta di non essere
«né con Saddam né con la guerra». Così, additato come
Signor Né-Né, ho cercato di capire meglio chi sono e
come la penso leggendo il resto dell'articolo. Dopo
poche righe ho scoperto - e mi ha sorpreso - di
essere una «scoria del pacifismo», una «serpe», anzi
un «lupo», di più, una astuta «volpe». Mancavano il
dobermann, il grizzly e lo squalo bianco, ma mi sono
preoccupato lo stesso, specie dopo aver saputo,
qualche riga più sotto, di essere uno che «solletica
il "me ne frego" irresponsabile, il qualunquismo».
Perbacco, mi sono detto, o qualcosa di simile. Se ha
ragione il Signor Merlo sono davvero in una brutta
situazione. Così ho...