GAP SALARIALE E LAVORO
Confermato, la produzione è in calo e sono due anni che ciò si ripete. Dati ISTAT (ottobre 2024) dicono che la somma tra Salariati Poveri + Disoccupati (in leggero calo) + Inattivi ( in aumento), cioè il 51,4% della popolazione lavorativa non ha sufficiente potere d’acquisto per permettersi dei consumi adeguati. La crisi industriale è strutturale ed il Governo Meloni ha l’obbligo di affrontare la povertà vera causa della contrazione dei consumi. La soluzione è creare lavoro in grado di garantire sufficiente potere d’acquisto.
Il concetto di Gap salariale, definito dall’economista Ravi Batra come il rapporto tra produttività e salario reale, è un elemento cruciale per dare risposte alla stagnazione economica. Quando la produttività cresce più rapidamente dei salari reali, il divario salariale aumenta, creando squilibri che possono portare a disoccupazione e instabilità economica. E’ inutile produrre se non ci sono consumatori in grado di acquistare.
SENZA AUMENTO DEI SALARI LA PRODUTTIVITA’ VA IN STALLO
In macroeconomia è necessario introdurre la regola della distribuzione della ricchezza; il perché ha una motivazione ineluttabile. Se la produttività aumenta del 10% senza un corrispondente incremento dei salari, si crea un divario tra produzione e capacità di acquisto, questo è ciò che sistematicamente il mercato si trova ad affrontare. In un’economia bilanciata, l'aumento della produttività dovrebbe tradursi in un incremento del benessere collettivo attraverso una distribuzione equa delle risorse e del potere d'acquisto. Il mercato non può essere lasciato in balia delle forze speculative, ma dev’essere regolato per garantire che l'aumento della produttività sia accompagnato da un equo aumento del reddito dei lavoratori, in modo da mantenere l'equilibrio tra domanda e offerta.
DISOCCUPAZIONE E POVERTA’ DERIVANTI DA SALARI BASSI
Uno degli effetti più deleteri del Gap salariale è l'aumento della disoccupazione e della povertà. Quando i salari rimangono bassi mentre la produttività aumenta, le aziende tendono a licenziare i lavoratori per mantenere i profitti. Questo porta a una spirale di riduzione della domanda, ulteriore contrazione del mercato e maggiore instabilità sociale.
Prout affronta questo problema proponendo un sistema basato sulla socializzazione dell’economia con la partecipazione diretta dei lavoratori ad una ridistribuzione equa dei profitti. L’eliminazione del Gap salariale permetterà di ridurre gli inoccupati in maniera veloce garantendo salari adeguati e reinvestendo gli utili nella comunità locale per sostenere la produzione di beni e servizi.
La legge del Gap salariale indica di stabilire un Salario Minimo legato alla crescita della produttività, in modo che ogni incremento nella produzione si traduca direttamente in un miglioramento delle condizioni di vita dei lavoratori. Questo approccio non solo ridurrebbe la povertà, ma stimolerebbe anche la crescita economica, poiché i lavoratori con salari dignitosi possono contribuire attivamente alla domanda di beni e servizi.
IL RUOLO DEL DEBITO PUBBLICO E DEL DEFICIT DI BILANCIO
Inoltre, la costante ricerca dell'equilibrio tra domanda e offerta eviterà pericolosi stratagemmi di spesa pubblica che aumenterebbero il debito. Le aziende, mentre fanno profitti da capogiro, non possono pretendere che la responsabilità dei lavoratori ricada sullo Stato attraverso gli ammortizzatori sociali e la CIG. L'intervento pubblico dovrebbe favorire una pianificazione economica decentralizzata e l'utilizzo progressivo delle risorse evitando Deficit di Bilancio.
L'aumento dei salari in linea con la crescita della produttività dev’essere accompagnato da un sistema di governance economica equo e partecipativo. Percorrendo questa linea d’azione, lo Stato, per stimolare l'economia reale, potrebbe arrivare progressivamente all'abolizione dell'imposta sul reddito e della tassazione basata sulle attività produttive . Solo un'economia orientata alla cooperazione coordinata tra le parti in causa può garantire crescita, stabilità e prosperità nel lungo periodo.

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