Un Mondo Possibile

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Milei e lo Stato Smantellato

Milei e lo Stato Smantellato

Milei, con le tue idee il mondo va al ribaltone,
hai dato un bel botto allo Stato, senza occasione.
Ma non perché il Natale hai voluto festeggiare,
sono tagli e licenziamenti che hai deciso di lanciare.

Come coriandoli grigi in un carnevale spento,
la gente si chiede se sia questo il rinnovamento.
Un cenone vuoto, senza cibo nei piatti,
con il popolo che resta a contare fatti e disastri.

Le mani corte, più corte dei tuoi proclami,
dove il progresso muore fra silenzi e richiami.
Pare un buffet dove si tolgono i piatti ancora pieni,
mentre chi aspetta resta con i sogni già indigenti e scemi.

La tua società è piramidale, patriarcale e stanca,
una macchina rotta che nessuno più rimbecca o manca.
Che non accada altrove, che l'Italia stia distante,
o ci ritroveremo a ballare in sale mute e vacillanti.

Non è riforma questa, ma un teatro mal scritto:
uno Stato vuoto, un copione già fallito.
Il futuro non si costruisce staccando lampadine,
ma accendendo servizi, diritti e menti più fine.

Prometti libertà, come zucchero per la merenda,
ma alla fine resta solo chi paga e chi si arrenda.
Sullo sfondo un popolo che tu hai reso spettatore,
mentre il Paese si spegne e scompare ogni calore.

MDE dice chiaro e sincero:
costruire vuol dire unire, non radere al suolo intero.
Non serve uno show di demolizione e slogan freddi,
serve una politica che illumini i diritti e rimuova i difetti.

Milei e lo Stato Smantellato

Articolo originale: Telegram