Massima Utilizzazione
Riprendere il Futuro dalla Storia: Un Appello alla Cooperazione e all’Inclusività
Sanità pubblica in crisi: un’Italia sempre più diseguale
Italia alla deriva: come uscire dalla “sindrome da galleggiamento”?
Il Salario Minimo deve coprire le minime necessità
POPOLAZIONE: CRESCITA E CONTROLLO di P.R. Sarkar
Proposta per le ‘Fabbriche Recuperate’
ALCUNE SPECIALITÀ DEL SISTEMA ECONOMICO PROUT
Prout, alla ricerca del territorio perduto
Massima Utilizzazione, il metodo per lo Sviluppo Sostenibile
Schema dello sviluppo sostenibile.
Il concetto di sostenibilità nell'uso delle risorse, ambiente, beni di consumo, nasce dall'idea che il nostro pianeta sia finito, in barba alle promesse industriali, della metà del secolo scorso che prevedevano uno sviluppo economico infinito, essendo la materia a dir poco incommensurabile.
L'esile equilibrio tra umani e natura del nostro pianeta, negli ultimi decenni si è andato frantumando a causa del modo di produzione, dell'atavico accaparramento di risorse, ma soprattutto per la profonda sete di accumulazione illimitata, collaterale alla dottrina capitalistica.
Ecco allora il concetto della 'sostenibilità', un monito che si applica ad ogni settore ed ogni azione del quotidiano, in funzione delle possibilità di sopravvivenza delle prossime generazioni. Un approccio ragionevole che è stato stigmatizzato per la prima volta nel rapporto Brundtland (dal nome della presidente della Commissione, la norvegese Gro Harem Brundtland) del 1987: "lo...
M’ILLUMINO DI MENO 2007
Per il terzo anno consecutivo Caterpillar lancia per il 16 febbraio 2007 M'illumino di meno, la giornata nazionale del risparmio energetico, quest'anno diventata internazionale.
Dopo il successo delle passate edizioni Massimo Cirri e Filippo Solibello chiederanno nuovamente agli ascoltatori di dimostrare come il risparmio sia una possibilità concreta e reale a cui attingere oggi stesso per superare i problemi energetici che assillano il nostro paese e gran parte delle nazioni del pianeta.
L'invito rivolto a tutti è quello di spegnere le luci e tutti i dispositivi elettrici non indispensabili il 16 febbraio 2007 alle ore 18.
Semplici cittadini, scuole, aziende, musei, gruppi multinazionali, astrofili, società sportive, gruppi scout, istituzioni, associazioni di volontariato, università, cral aziendali, negozianti e artigiani uniti per diminuire i consumi in eccesso e mostrare all'opinione pubblica come un altro utilizzo dell'energia sia possibile.
In particolare, moltissimi ristoranti...
La Massima Utilizzazione (parte 3)
Il termine globalizzazione è piacevole a sentirsi perché dà una sensazione di magnifica grandezza alle nostre menti assetate di infinito, ma questa parola nasconde, a scopi propagandistici, il senso della terminologia tecnica che è integrazione internazionale della produzione. Globalizzazione significa fare produrre un prodotto all'estero allo scopo di aumentare i profitti diminuendo i costi di produzione. In questo modo la diffusione aumenta con la diminuzione del prezzo di vendita.
Apparentemente il prezzo del prodotto diminuisce per l'utente finale, ma come al solito ci sono effetti collaterali che gli imprenditori preferiscono ignorare, attratti dai bagliori del guadagno immediato.
Il trasporto delle merci che possono essere prodotte localmente è uno dei problemi principali della produzione in luoghi lontani dal consumo.
Tutti noi, viaggiando per le tangenziali o le autostrade, abbiamo notato il numero davvero impressionante di camion per il trasporto delle merci. Alcune merci si...
Crescita o decrescita? Questo è il problema!
Alla crescita economica sfrenata, all'iperbolico aumento delle produzioni, al rapido consumo delle risorse del pianeta e alle relative distorsioni del mercato, fa eco una nuova tendenza: la 'decrescita economica'. Sia essa 'decrescita felice', che 'decrescita sostenibile' insomma, si vuole consumare meno, produrre meno beni industriali, aumentare il fai da te, aumentare i risparmi energetici. In poche parole frenare lo spreco di risorse, il loro cattivo e squilibrato utilizzo e una loro migliore distribuzione sul pianeta.
Sono i sostenitori di una nuova ondata di contro-tesi, all'andamento contraddittorio del mondo capitalistico, che si è acuito a causa delle recenti politiche di globalizzazione. Già nel 1971, Aurelio Peccei e Jay W. Forrester, ci mettevano in guardia sulla crescita esponenziale dell'uso delle risorse nel rapporto "I limiti dello sviluppo". Ebbene dopo i consigli del 'consumo critico', del metodo della 'sostenibilità' entrato a far parte del gergo economico comune e...
La Massima Utilizzazione (parte 2)
vestito fatto da un paracadute americano nel 1945
La Massima Utilizzazione nella produzione
La produzione attuale è orientata al massimo profitto dell'imprenditore. È giusto che l'imprenditore debba fare i suoi interessi, perché questo contribuirà a mantenere attiva e vitale l'economia. Ma è anche giusto che la collettività debba fare i suoi interessi, ponendo limiti all'attività imprenditoriale quando questa diventa dannosa o poco conveniente per la comunità stessa.
L'utilizzo delle potenzialità dei materiali e delle tecnologie dovrebbe essere studiato attentamente, per trovare nuovi modi di usare le stesse risorse con un maggior tasso di utilizzazione.
Per esempio alcune fabbriche di ceramica del modenese hanno adottato un sistema di cogenerazione per utilizzare gran parte del calore disperso dai forni.
I forni per la ceramica devono essere tenuti sempre accesi, anche quando non sono utilizzati, perché l'avviamento della produzione richiede tempi lunghissimi e anche perché la...
La Massima Utilizzazione
Introduzione
Quando ero piccolo, negli anni sessanta, passavo gran parte delle giornate d'estate a casa dei miei nonni. Le giornate erano scandite da appuntamenti regolari: la mattina verso le otto passava l'uomo delle granite. Secondo l'uso siciliano, una bella granita di mandorle e una brioche è quel che ci vuole, per iniziare una calda giornata estiva. L'uomo gridava, con il suo megafono attaccato sopra il triciclo a motore: "a minnulata!" e le persone, adulti e bambini, uscivano con il loro bicchiere o la tazza, a comprare la loro porzione di mandorlata ghiacciata, preparata dal gelataio con mandorle, zucchero e acqua.
Un po' di tempo dopo passava il panettiere con un triciclo furgonato. Chiedeva a mia nonna quanto pane avesse bisogno e di che tipo, poi lo consegnava e bussava alla prossima porta. Prima o dopo il panettiere, passava il lattaio. Consegnava il latte della centrale in una bottiglia di vetro con un coperchietto di stagnola e, senza aspettare mia nonna, suonava il...
La psicoeconomia: i nuovi orizzonti della scienza economica
Il “principio naturale” della domanda e dell’offerta
Un modello economicamente sostenibile
Chi siamo
L’ETICA DELLA COOPERAZIONE. COOPERIAMO?
Un Mondo Possibile
Politica, Economia, Cultura e Democrazia Economica
Movimento per la Democrazia Economica
Home
> Economia
> L'ETICA DELLA COOPERAZIONE. COOPERIAMO?
Home
Massima Utilizzazione
Ecologia
Politica
Economia
Cucina non violenta
Cultura
Editoriali
Libri
Lettere
Approfondimenti
Mailing list
Link
Contatti
Indice per titolo
Indice per data
Indice per autore
L'ETICA DELLA COOPERAZIONE. COOPERIAMO?
06-07-2006 Massimo Capriuolo
Dalla competitività alla Cooperazione coordinata PER UNA VERA RIFORMA DEL LAVORO La Massima Utilizzazione
Fai una donazione per sostenere le attività del nostro movimento
Iscriviti a MDE Tesseramento 2007
Iscriviti alla Mailing List
le opinioni espresse in questi articoli rispecchiano solo il pensiero dei rispettivi autori.
Articolo pubblicato sotto una Licenza Creative Commons
CHI HA PAURA DEL PROTEZIONISMO ECONOMICO?
MANIFESTO DEL MOVIMENTO PER LA DECRESCITA FELICE
Un vasetto di yogurt prodotto industrialmente e acquistato attraverso i circuiti commerciali, per arrivare sulla tavola dei consumatori percorre da 1.200 a 1.500 chilometri, costa 10 euro al litro, ha bisogno di contenitori di plastica e di imballaggi di cartone, subisce trattamenti di conservazione che spesso non lasciano sopravvivere i batteri da cui è stato formato.
Lo yogurt autoprodotto facendo fermentare il latte con opportune colonie batteriche non deve essere trasportato, non richiede confezioni e imballaggi, costa il prezzo del latte, non ha conservanti ed è ricchissimo di batteri.
Lo yogurt autoprodotto è pertanto di qualità superiore rispetto a quello prodotto industrialmente, costa molto di meno, non comporta consumi di fonti fossili e di conseguenza contribuisce a ridurre le emissioni di CO2, non produce di rifiuti.
Tuttavia questa scelta, che migliora la qualità della vita di chi la compie e non genera impatti ambientali, comporta un decremento del prodotto interno...