Dante Nicola Faraoni, Verso la Democrazia Economica
La democrazia è considerata, quasi all'unanimità, sinonimo di libertà e benessere.
È ormai ampiamente applicata nella gran parte dei Paesi del mondo. Nonostante ciò, il pianeta si trova sempre più diviso tra una moltitudine di poveri e una minoranza di super ricchi.
L'occidente, cultore della democrazia politica, ha prodotto la globalizzazione dell'economia promettendo sviluppo e prosperità all'intero pianeta. Le statistiche della Banca Mondiale e dell'ONU dimostrano però che la povertà e i morti per fame stanno aumentando.
Sempre più gente percepisce i processi democratici come incompiuti, non garanti delle libertà e dei diritti umani.
Il movimento Noglobal è nato per denunciare, con le sue proteste, la totale mancanza di diritti e le forti disparità socioeconomiche perpetrate dai processi di globalizzazione economica neoliberista.
In questo contesto il Prout sostiene che la democrazia debba estendersi ai processi economici. La democrazia economica è necessaria per stabilire un...
WTO: globalizzazione o cospirazione?
Ho cercato di addentrarmi nei meandri dei 'principi e dei valori' che hanno spinto il WTO a redigere 27.000 pagine di trattati e regolamenti sul commercio internazionale, dando inizio alla cosiddetta globalizzazione economica.
Per la semplice ragione di poter comprendere i motivi per i quali sia aumentata la forbice tra ricchi e poveri a livello mondiale, perchè sia aumentata la disoccupazione locale e perchè le promesse di un abbassamento dei prezzi, di moltissimi prodotti e un innalzamento del tenore di vita per tutti, paesi poveri compresi, non siano state mantenute.
Sono molti i paesi ad aver firmato le regole WTO nei suoi tre trattati principali TRIM, TRIP, GATT, nella maggior parte dei casi senza averle lette in toto, o averne compreso appieno l'impatto sociale ed economico per i singoli paesi. Accettate come 'atto dovuto' affermava l'On. Fassino, firmatario per l'Italia. Accettate senza dibattito, solo perchè redatte da autorità USA e da un numero spropositato di...
Uscire dal WTO: Autosufficienza Economica vs Libero Mercato
I trattati WTO, accettati anche dal nostro paese, si estendono su circa 27.000 pagine di normative e leggi.
Sono stati redatti da circa 400 multinazionali e dal Dipartimento del Tesoro USA, non dai singoli paesi firmatari. La globalizzazione economica è la globalizzazione delle multinazionali, non dei popoli dei singoli paesi.
Ho avuto l'occasione di fare due ore di lezione sul tema della Comunicazione e 4 sul commercio internazionale a 12 laureati e imprenditori argentini di origine veneta, in Italia per uno stage.
Ho chiesto loro come sia potuta crollare l'economia argentina.
La risposta: il pesos è stato rivalutato al rialzo e legato al dollaro. Si è preferito importare soprattutto dalla Cina, visto l'elevato potere di acquisto, piuttosto che produrre. Sono nati centri commerciali ovunque come funghi, moltissime aziende hanno chiuso. 'Mio padre - diceva una ragazza - ha dovuto chiudere l'azienda tessile' al suo posto è natio un centro commerciale. La disoccupazione raggiunse il...
Lotta alla povertà. Da Live8 al G8: ipocrisia o interessi?
Vi sono per lo meno 4 opinioni su come attivare le economie dei paesi poveri:
Jeffrey Sachs: ...molti sostengono che la povertà è curabile con piani di sostegno adeguati.
Amartya Sen: ...vanno rimosse le ragioni culturali dell'arretratezza, migliorando, per esempio, la alfabetizzazione delle donne.
Jagdish Bhagwati: riduzione dei sussidi all'agricoltura ricca, per poter rimettere in moto l'economia dell'Africa.
Ravi Batra: cancellazione del debito, perchè i paesi indebitati, hanno già pagato più di quello che dovevano
Se analizziamo alcune delle ragioni della povertà in un contesto internazionale, si evince che, mentre si parla di alleviare tale condizione di prostrazione economica e sociale, le multinazionali istigano i medesimi paesi a 'produrre per l'esportazione' e tengono ben stretto il controllo delle materie prime dei medesimi paesi: petrolio, minerali, preziosi, risorse agricole etc.
Al Ghana che produce cacao è vietato produrre il cioccolato. Al Togo ricco di fosfati è...
CHI HA PAURA DEL PROTEZIONISMO ECONOMICO?
L’Argentina si avvicina
IL REFERENDUM E LA DEMOCRAZIA
I quattro referendum per l'abrogazione parziale della legge 40 relativa alla procreazione assistita hanno suscitato un acceso dibattito di carattere scientifico ed etico.
L'esito fallimentare della consultazione referendaria deve invece stimolare prima di tutto una riflessione politica, più precisamente una riflessione sull'impatto dell'astensionismo - e della sua promozione - sul nostro sistema democratico.
E più precisamente ancora non in relazione all'astensione in sé - più che legittima né all'indicazione relativa all'astensione promossa da ambienti non politici - anch'essa legittima, piuttosto all'astensione propagandata da ambienti politici - forse legittima ma sicuramente, dal punto di vista democratico, inopportuna.
Ampi settori della nostra classe dirigente si sono adoperati per questo esito non disdegnando l'utilizzo di argomenti quantomeno discutibili se non addirittura insultanti.
In primo luogo salta subito agli occhi la differenza di comportamento adottata a seconda che...
Democrazia e Scuola
Difetti dell’attuale democrazia politica
Dalla competitività alla Cooperazione coordinata
Nell'ultimo quindicennio, l'Italia è stata attraversata da un rallentamento del processo di crescita economica, che sta coinvolgendo, oramai, ampia parte dei Paesi industrializzati e che è avvertito con particolare intensità nei Paesi dell'area dell'euro e del dollaro, con i quali l'economia italiana è maggiormente integrata, nonché in alcuni Paesi in via di sviluppo.
Gli ultimi strascichi dell'attuale governo conservatore hanno portato all'emanazione della legge sulla competitività nel tentativo estremo di sburocratizzare le norme e proteggere l'economia nazionale, in particolare, dagli attacchi della concorrenza sleale asiatica. La nuova sfida del capitalismo contemporaneo occidentale appare essersi lanciata verso una lotta suicida all'ultimo sangue tra paesi sviluppati e paesi in via di sviluppo, per il mantenimento alto dei consumi, per chi produce di più, per chi vende di più, per chi di più si accinge ad arrivare "solo" al traguardo della meta capitalistica: la globalizzazione...
Chiudere il Mercato Borsistico e Investire in Economia Reale
La via Neo-Socialista allo sviluppo
L’AZIENDUOLA
Alcune considerazioni sulla manifestazione leghista a Verona
Spostamento dei poli terrestri e la teoria dei salti rapidi
Ho letto con interesse l'articolo pubblicato sul sito web http://www.disinformazione.it che riprende la questione dell'inversione dei poli terrestri. Il filosofo e scienziato indiano Prabhat Ranjan Sarkar, già nel 1986, aveva indicato come i maggiori spostamenti polari terrestri siano associati generalmente con le ere glaciali. Il prossimo spostamento dei poli porterà, dunque, secondo Sarkar, ad una nuova era glaciale. Ciò porterà a importanti mutamenti (sia prima che dopo tali modificazioni climatiche) biologici, storici ed agricoli, fino ad investire la stessa psicologia umana.
Due idee che stanno suscitando, attualmente, interesse sociale e sollevando un dibattito politico sono il confronto tra l'effetto serra ed il surriscaldamento del globo terrestre. Diversi scienziati ci comunicano che è in corso un eccessivo aumento di biossido di carbonio provocato dal consumo di combustibili fossili, dalle emissioni di gas derivanti dagli autoveicoli e dalle industrie e dalla distruzione su...
Maurizio Pallante, Un futuro senza luce?
Il nostro sistema energetico è come un secchio bucato: spreca e disperde in atmosfera più energia di quanta ne utilizzi. Quindi, prima di pensare alle fonti rinnovabili con cui soddisfare una domanda che sembra destinata a crescere indefinitamente per assecondare la crescita del p.i.l., occorre tappare i buchi del secchio, eliminando sprechi, inefficienze e usi impropri.
Allo stato attuale della tecnologia si possono dimezzare i consumi di fonti fossili senza ridurre i servizi finali dell'energia, negli usi termici, nella produzione elettrica e nell'autotrasporto.
In questo modo si ridurrebbero sia le emissioni di CO2, che sono la causa principale dell'effetto serra, sia i costi economici della bolletta energetica delle famiglie, delle imprese e dell'economia nazionale. E i risparmi consenti-rebbero di pagare i costi d'investimento delle tecnologie che accrescono l'efficienza, attuando un ampio trasferimento di denaro dalle importazioni di petrolio alle retribuzioni degli occupati in...
CARE, LOSCHE E TRISTI ACQUE
Alla fine dell'Ottocento, quando mia nonna era bambina, la sua famiglia viveva in una casa in cui non c'era l'acqua corrente, come in quasi tutte le case. Così ogni giorno dovevano andare a prenderla alla fontana nella piazzetta vicina. La vedo con gli occhi dell'immaginazione scendere le scale insieme a sua madre o sua sorella cariche di brocche e secchi, fare un piccolo tratto di strada, mettersi in coda chiacchierando con le altre donne e le altre bambine in attesa del loro turno, tornare a casa portando a braccia i recipienti pieni. Una vita faticosa e dura.
Oggi, dopo più di cento anni di progresso, nei supermercati le persone riempiono i carrelli di bottiglie di plastica piene d'acqua, le scaricano nei portabagagli delle automobili con cui le portano fino alle loro abitazioni, le scaricano dai portabagagli e le portano a braccia in casa. Proprio come faceva mia nonna. Ma con sei differenze rispetto a lei.
1. Mia nonna era costretta a fare la fatica di portare a braccia l'acqua...
BATTAGLIA PRO MULINI A VENTO
"L'innalzamento della temperatura del pianeta, causato dall'effetto serra, previsto anche negli scenari più conservativi, rischia di cambiare il volto della Terra e della vita su di essa" (rapporto dell'Intergovernmental Panel on Climate Change Third Assessment Report-Climate Change 2001). Inutile riportare altre fonti autorevoli, poiché ormai sono tutte d'accordo su tali affermazioni. Ed è proprio per garantire la sopravvivenza del pianeta, assieme alla necessità di assicurare un più equo sviluppo sociale ed economico, che alcuni stati si sono impegnati a perseguire un modello di sviluppo sostenibile. Sostenibile è "lo sviluppo che è in grado di soddisfare i bisogni della generazione presente, senza compromettere la possibilità che le generazioni future riescano a soddisfare i propri" (Rapporto Bruntland - 1989).
Per fronteggiare i possibili cambiamenti climatici dovuti all'aumento dell'effetto serra, nel 1997, i paesi industrializzati, hanno definito l'ormai famoso protocollo di...