Democrazia economica
Non è solo caldo: è il conto di un’economia che non protegge la vita
Da Hormuz ai miliardi per la difesa: senza democrazia economica non esiste sovranità
Dopo Starmer: senza democrazia economica la stabilità politica è un’illusione
Pace, energia e democrazia economica: l’Italia non sia ostaggio delle guerre
LA GUERRA DEI DAZI E’ UNA FARSA
Il PD scopre la crisi del lavoro… ma è troppo tardi
Il PD scopre la crisi del lavoro... ma è troppo tardi
Pierluigi Bersani ha recentemente riconosciuto, in un’intervista, che la sinistra italiana — e il PD in particolare — ha sostenuto politiche disdicevoli durante la massima espansione della globalizzazione. È un’ammissione che suona sincera, ma arriva con estremo ritardo. Mentre si tenta di costruire una nuova narrazione, resta il fatto che gran parte del Partito Democratico continua a difendere, apertamente o implicitamente, i pilastri ideologici di quel modello economico globale che ha causato l’impoverimento delle classi lavoratrici, lo smantellamento della sovranità economica e la frammentazione sociale.
Una crisi profonda e sistemica
Il problema non è stato solo il Jobs Act o altre riforme simbolo del neoliberismo. È stato l'intero impianto culturale: il mito del mercato autoregolato, della competitività come valore assoluto, della riduzione dello Stato sociale in nome dell’efficienza. In nome di questo approccio, i governi...
Lavoro, salari e sudditanza economica: la risposta di MDE al monito di Mattarella
Lavoro, salari e sudditanza economica: la risposta di MDE al monito di Mattarella
Un appello che non può restare inascoltato
Nel suo intervento del 30 aprile, alla vigilia del Primo Maggio, il Presidente Sergio Mattarella ha pronunciato parole che pesano come macigni: «Salari inadeguati sono un grande problema per l’Italia». I dati dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro sono impietosi: i salari reali italiani sono inferiori a quelli del 2008. Un’intera generazione lavora ma si impoverisce. E i giovani, anche i più qualificati, emigrano.
Questo grido d’allarme conferma l’urgenza di un cambiamento radicale dell’intero sistema economico.
Lavoro e dignità: due volti della stessa moneta
Il lavoro non è una merce da negoziare al ribasso. È un diritto umano, il mezzo con cui ogni persona contribuisce alla società e costruisce la propria libertà. In una vera democrazia, tutti devono avere accesso ai mezzi per vivere una vita dignitosa.
Le risorse fondamentali non sono proprietà...
LA GUERRA DEI DAZI È LA GUERRA DEI RICCHI D’AMERICA
Europa, Identità e Rilancio Neoumanista
LA DEMOCRAZIA ECONOMICA SALVERA’ L’EUROPA
Il “confronto” tra Calenda e Meloni: alleanza di potere, non alternativa politica
Il “confronto” tra Calenda e Meloni: alleanza di potere, non alternativa politica
Al congresso del partito Azione, Carlo Calenda ha cercato di presentare una nuova forma di “unità nazionale” intorno a un’agenda che accomuna governo e opposizione moderata. Ma ciò che è andato in scena al Rome Life Hotel, con Meloni ospite d’onore tra le bandiere di Ucraina, Georgia e Unione Europea, è stato più che altro uno spettacolo costruito ad arte per lanciare un messaggio politico ben preciso: esiste una sola politica legittima, quella atlantista, neoliberista e tecnocratica. Il resto, come ha dichiarato lo stesso Calenda, è “ideologismo”.
L’accoglienza riservata alla Presidente del Consiglio – con tanto di copertura mediatica studiata e pubblico selezionato – non è stata un gesto di apertura al dialogo democratico, ma un chiaro segnale di omologazione. Il fatto che Meloni e Calenda abbiano espresso posizioni praticamente sovrapponibili su temi chiave come la riforma della giustizia, il ritorno...
Il Nuovo Capitalismo di Stato
La Proposta di Legge sulla Partecipazione dei Lavoratori: un Inganno
Mettere al centro della ripresa economica la Povertà: PIL vs Potere d’Acquisto
Lavoro e Dignità: Contratto Nazionale dei Metalmeccanici e il Futuro della Cooperazione
Spazio privatizzato: una sfida alla giustizia universale
Prospettive economiche per gli anni ’90
La Guerra Ibrida della Post-Verità: un allarme per l’umanità
Spazio privatizzato: una sfida alla giustizia universale
La fuga dei giovani italiani: una tragedia nazionale che richiede azioni urgenti
Quando il potere non sente il bisogno di nascondersi: Una Crisi Democratica Globale
Cari amici e sostenitori,
Cari amici e sostenitori,
Con l’arrivo del nuovo anno, volgiamo lo sguardo al futuro con rinnovata speranza e determinazione. L'Italia, come il mondo intero, si trova in un periodo di transizione, un momento cruciale in cui possiamo scegliere tra il persistere di sistemi di sfruttamento o l’abbracciare un modello di progresso cooperativo e sostenibile, radicato nella giustizia economica e sociale.
Il progresso umano è un viaggio incessante verso una società più equa. Pace e prosperità non sono doni passivi, ma il frutto di lotte collettive contro le ingiustizie, le disuguaglianze e i dogmi divisivi. Solo unendo le nostre forze e lavorando per il bene comune possiamo costruire un domani migliore.
Nel nuovo anno, invitiamo ciascuno di voi a unirsi a questo grande movimento di trasformazione, fondato sui principi della cooperazione coordinata, dell’autosufficienza e del rispetto per tutte le forme di vita. Facciamo del 2025 l’anno in cui riaffermiamo il nostro impegno verso una...
🌍 La Rinascita dei Lavoratori: Un Futuro Sostenibile con Coopla Green 🌱
🌍 La Rinascita dei Lavoratori: Un Futuro Sostenibile con Coopla Green 🌱
L’Italia sta vivendo un momento cruciale in cui il coraggio e l’innovazione emergono come risposte alle crisi economiche e sociali. La storia dei 31 lavoratori ex-Manfreplast di Manfredonia, che si sono uniti per fondare la cooperativa Coopla Green, rappresenta un esempio di come la determinazione possa trasformare una crisi in opportunità di crescita collettiva e sostenibile.
Un’Economia Radicata nella Cooperazione
Coopla Green dimostra che l’economia può essere basata su una cooperazione reale, dove i lavoratori non sono subordinati ma partecipano alla gestione e ai benefici. Dopo la chiusura dell’azienda madre, i lavoratori hanno scelto di ricostituire l’attività produttiva con un modello ecologicamente sostenibile. La produzione si concentra ora su stoviglie compostabili e biodegradabili, rispondendo sia alle esigenze del mercato sia alle normative europee.
Questa trasformazione è stata possibile grazie a un...
Una Riforma Socioeconomica per Salvare le Pensioni e Rafforzare la Sicurezza Nazionale
Cari amici,
Cari amici,
In questo momento speciale dell'anno, il Movimento per la Democrazia Economica vi augura un sereno e gioioso Natale. Che questa festività sia un'occasione per riflettere sui valori universali di solidarietà, condivisione e giustizia, pilastri fondamentali della società che aspiriamo a costruire insieme.
Il benessere di ciascuno dipende dalla capacità di tutti di vivere in equilibrio, cooperando per il progresso collettivo e rispettando le risorse del nostro pianeta. In questo spirito, vi invitiamo a rinnovare il vostro impegno verso una società più equa e sostenibile, dove ogni individuo possa vivere con dignità e prosperità.
Vi auguriamo che la luce di questo periodo illumini il vostro cammino e porti a tutti voi e alle vostre famiglie pace, amore e nuove opportunità per contribuire al cambiamento positivo nel mondo.
Con affetto fraterno,
Movimento per la Democrazia Economica
Open Arms
Open Arms
Sui poveri migranti
a Matteo
i giudici han dato ragione,
contro il parere del pubblico ministero
che diceva aver giocato con gli sbarchi una partita a scacchi
e che solo un paio di anni eran pochi
e che anzi sei ne doveva scontare per
un reato di sequestro personale.
Signor giudice sono innocente
perché prima di me
c'è stata la ministra competente
con il PD
che da Trapani a Reggio Calabria
sequestrava navi ONG ogni dì.
E che fare allora oggi?
Se così fan tutti i Ministri
meglio regolarizzare il reato
piuttosto che l'immigrato.
Ma le vite nel mare a più di uno sembrano far giocare,
invece ogni sguardo che arriva sulla costa alimenta un vento che fa sussurrare:
signori giudici
ascoltate di più il grido del mare,
le onde raccontano storie di vita
che non si possono ignorare.
I politici parlano di confini e numeri
e non pensano che dietro queste vite spezzate si nascondono dolori.
Per un mondo unito e splendente
è chiaro che la chiave dell'accoglienza
è un...
Una Finanziaria che Non Cambia Nulla Parte 2: Verso una Nuova Economia
Una Finanziaria che Non Cambia Nulla Parte 2: Verso una Nuova Economia
Qui la parte 1
Partecipazione economica: molto più di un fondo
Il fondo da 70 milioni per incentivare la partecipazione dei lavoratori agli utili aziendali è un passo positivo, ma non scalfisce l’attuale struttura economica, dominata da logiche capitalistiche che favoriscono pochi a scapito della collettività.
Proposta MDE:
- Promozione della trasformazione delle imprese in cooperative democratiche, dove i lavoratori partecipano attivamente alla gestione e ai profitti.
- Sostegno ai Workers Buyout, per consentire ai lavoratori di rilevare aziende in crisi con finanziamenti mirati.
- Introduzione di un salario minimo garantito che assicuri condizioni di vita dignitose per tutti i lavoratori.
- Formazione professionale continua per favorire la crescita delle competenze dei lavoratori e aumentare la competitività delle imprese cooperative.
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Transizione ecologica: passi troppo timidi
Nonostante gli incentivi...
Una Finanziaria che Non Cambia Nulla Parte 1: Le Critiche di MDE alla Finanziaria 2024
Una Finanziaria che Non Cambia Nulla Parte 1: Le Critiche di MDE alla Finanziaria 2024
La legge di bilancio 2024, recentemente approvata dal governo Meloni, introduce misure per famiglie, lavoratori e imprese, ma manca una visione strutturale per risolvere le disuguaglianze, affrontare le crisi ambientali e costruire un’economia sostenibile. Il Movimento per la Democrazia Economica (MDE) propone una lettura critica e avanzamenti concreti ispirati ai principi del Prout.
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Taglio del cuneo fiscale e IRPEF
Con 17 miliardi destinati al taglio del cuneo fiscale e alla stabilizzazione dell’IRPEF su tre aliquote (23%, 35% e 43%), la manovra cerca di sostenere i redditi medio-bassi. Tuttavia, il sistema fiscale rimane incentrato su un modello che grava eccessivamente sui lavoratori e non garantisce una redistribuzione equa della ricchezza.
Proposta MDE:
abolire le tasse sui redditi personali, sostituendole con un sistema fiscale più equo:
1. Tasse sulla produzione: Una tassazione...
Il Caso Mangione e l’America di Oggi: Una Crisi del Sistema
Il Referendum sull’Abrogazione dell’Autonomia Differenziata
Il Referendum sull’Abrogazione dell’Autonomia Differenziata
La recente approvazione della Cassazione per il quesito referendario volto all’abrogazione dell’Autonomia Differenziata segna un momento cruciale per il futuro politico e sociale del nostro Paese. MDE, coerente con i suoi principi di democrazia economica e uguaglianza sociale, ritiene che questa sia un'opportunità per riconsiderare le basi del nostro sistema amministrativo e rafforzare i valori di cooperazione e solidarietà.
Autonomia Differenziata e le Sue Contraddizioni
La legge n. 86 del 2024 rappresenta un tentativo di frammentare ulteriormente il Paese, introducendo dinamiche di competizione tra regioni e minacciando la coesione nazionale. Questo approccio è in netto contrasto con i principi di Prout, che sostengono una decentralizzazione equilibrata e orientata alla cooperazione piuttosto che alla competizione.
Differenziare i diritti e i poteri delle regioni rischia di approfondire le disuguaglianze territoriali,...
🌍 Draghi e il Monito all’Europa: La Visione di MDE
🌍 Draghi e il Monito all’Europa: La Visione di MDE
Mario Draghi ha recentemente dichiarato che la strategia europea basata su salari bassi e competitività estera non è più sostenibile. Un messaggio chiaro e urgente, che denuncia una stagnazione economica frutto di scelte deliberatamente orientate all’export a discapito della domanda interna. La soluzione proposta? Riforme strutturali nei mercati e un uso strategico del debito comune europeo per stimolare investimenti in settori cruciali come transizione energetica, difesa e digitale.
Ma possiamo davvero fidarci di chi in passato ha incarnato e difeso le politiche neoliberiste responsabili della crisi sociale odierna? MDE riconosce il problema, ma è necessario un approccio più radicale e strutturale rispetto ai semplici aggiustamenti dei mercati.
🔍 L’Analisi di MDE
Le parole di Draghi evidenziano un dato chiaro: il modello economico attuale è fallimentare. La crescita della produttività stagnante, l’aumento delle diseguaglianze e...
Milei e i Licenziamenti di Massa: Distruggere lo Stato Non è Riformarlo
Milei e i Licenziamenti di Massa: Distruggere lo Stato Non è Riformarlo
Il presidente argentino Javier Milei ha licenziato 34.000 dipendenti pubblici, presentando questa mossa come una necessità per ridurre la spesa pubblica e combattere un presunto "nemico": lo Stato. "Non sono esseri superiori", ha dichiarato, riferendosi ai lavoratori colpiti, "ma al servizio di chi paga le tasse". Tuttavia, smantellare lo Stato non è riformarlo, e colpire i lavoratori pubblici significa penalizzare l’intera società.
Licenziamenti di Massa: Una Soluzione o un Problema?
Dietro i numeri, emergono conseguenze concrete: ospedali, scuole e servizi essenziali vedranno un peggioramento immediato. Ridurre i costi della macchina pubblica significa meno servizi, più disoccupazione e un aumento delle disuguaglianze. I dipendenti pubblici non sono un peso, ma persone che ogni giorno garantiscono il funzionamento dello Stato.
La critica alla burocrazia inefficiente è legittima, ma licenziare...
Riprendere il Futuro dalla Storia: Un Appello alla Cooperazione e all’Inclusività
Per chi chiede notizie dell’autore delle poesie, la risposta dell’autore in persona 😁😁😁
Il PD e il M5s: un balletto tra junior partner e federazioni
Manovra economica: piccoli palliativi e grandi squilibri
La lotta degli “schiavi dei divani” di Forlì: uno specchio di un sistema economico da cambiare
Violenza nelle scuole: c’è bisogno di un cambiamento profondo
Attacco al diritto di sciopero: una minaccia alla democrazia
Cibi ultraprocessati: un’industria che manipola il nostro futuro
Siria: il ciclo infinito della vendetta e la necessità di un nuovo paradigma di giustizia.
Morti sul Lavoro: Una Strage Quotidiana Inaccettabile
Microimprese: il cuore dell’economia europea, ma con troppe sfide da affrontare
Oh Piantedosi, maestro d’attesa,
Macron e Partito Socialista: un compromesso che riflette la crisi della democrazia…
Sanità pubblica in crisi: un’Italia sempre più diseguale
Italia alla deriva: come uscire dalla “sindrome da galleggiamento”?
Atreju e la politica spettacolo: il vuoto dietro le luci del Circo Massimo
Chi ha bisogno di alloggio può rivolgersi a Franco 329.984.4068
Il Mediterraneo, nuovo centro delle trasformazioni mondiali
Il sistema Democratico alla prova
SALVIAMO LA COSTITUZIONE: PER UNA NUOVA DEMOCRAZIA IN 4 PUNTI
Ravi Batra – Su inflazione e i prezzi degli anni 2020
Concorrenza e Inflazione
LA POMPA BIOTICA E LA POLITICA BIOTICA. Intervista a Victor Gorshkov e Anastassia Makarieva (parte seconda)
Autogestione ed economia della felicità, ecco la transizione che vogliamo di più
Il Salario Minimo deve coprire le minime necessità
Autosufficienza economica, il futuro dall’Europa
Adu Valle d’Aosta, presenta la sua proposta di legge sul Workers BuyOut
Inflazione: di chi è la colpa? Nomi e Cognomi
Per far rinascere l’Iran, serve uno scossone al ciclo sociale
AI: è vero Progresso? Solo con la riduzione dell’orario di lavoro e aumento dei salari
La guerra dei chip e la fine della globalizzazione economica. L’Europa ad una svolta.
Democrazia Economica
Democrazia economica e Democrazia Politica
La Democrazia imperfetta
Il ruolo di MDE in Italia
No alla guerra della disinformazione
Crisi della Sinistra? Ricominciamo da Berlinguer
Taranto, metamorfosi di una città-fabbrica
Un nuovo mondo è possibile
Risolvere il divario della disuguaglianza: tassazione progressiva o democrazia economica?
PROUT: Teoria Politica
Liz Truss, Draghi, Sholz e gli altri
Cooperative Mondragon
Buone Notizie
Gli speculatori fanno crollare l’economia. Chiudiamo le Borse!
Comunicato sulla guerra in Ucraina del Movimento per la Democrazia Economica.
Il Movimento per la Democrazia Economica: quale società vogliamo, come vogliamo realizzarla.
Lettera aperta alla Sottosegretaria Laura Castelli
Capitalismo Comunismo e Democrazia Economica
60mo Anniversario fondazione della CEE
La Democrazia alla prova del tempo
Questione Immigrazione: proposta per un manifesto
WTO e Vantaggio Comparato – teoria di Ricardo di 200 anni fa.
Riforma dello Statuto delle Cooperative Italiane
PROUT: Socialismo Umanistico e Democrazia Economica
Proposta per le ‘Fabbriche Recuperate’
ALCUNE SPECIALITÀ DEL SISTEMA ECONOMICO PROUT
Ecco la nostra alternativa al capitalismo
Prout, alla ricerca del territorio perduto
I DELIRI DI UN SEGRETARIO POLITICO
Reputo insensato e ingiustificato l'attacco del sig. Gianluca Maschera fatto tramite il quotidiano La Tribuna del 26.07.2012, ad una mia consapevole azione in qualità di semplice cittadino. L'accusa è di essermi esposto politicamente per aver sottoscritto un documento che chiedeva la primarie del centro sinistra a Treviso, nella veste di Presidente del Comitato per la riduzione dell'impatto ambientale dell'aeroporto di Treviso.
L'articolo incriminato è questo. Titolo: L'IdV a Faraoni: non firmi appelli politici.
"Il portavoce del Comitato aeroporto eviti di fare politica per il bene del gruppo che rappresenta". Messaggio per Dante Nicola Faraoni, inviato dal segretario provinciale e capogruppo dell'idv a S. Artemio, Gianluca Maschera. "Abbiamo visto nell'appello alle primarie aperte al centro sinistra la firma di Faraoni, portavoce del Comitato: non è una bella notizia" dice Maschera "la sua firma va ad avvallare le teorie sponsorizzate dalla Lega in primis, che additano il Comitato...
Globalizzazione, protezionismo, lotta di classe, cooperative
Due Buone Azioni per l’Italia
IL BLUFF DEL BLOCCO DEL TRAFFICO
DOMENICA SENZ’AUTO: QUANDO LA VERGOGNA RASENTA IL RIDICOLO
SPERIAMO CHE FIAT SE NE VADA
Il Sindaco Gobbo: tutta colpa della Crisi!
Il Sindaco Gobbo dà la colpa dei ritardi della mancata realizzazione della pedonalizzazione del centro storico alla crisi economica. A noi sembra l'atteggiamento del bambino che non vuole andare a scuola fingendo di avere la febbre, cercando di gabbare il genitore. Per noi dell'Italia dei Valori, la verità è che gli errori di questa amministrazione stanno venendo a galla mettendo a nudo la negligenza programmatica, ed un sistema di gestione pubblica stile prima Repubblica.
Per smentire Gobbo,basta andare a vedere in giro per l'Europa come la ricollocazione dei centri storici è stata realizzata. E' vero che si è pedonalizzato, ma hanno anche ripensato la viabilità potenziando il raggiungimento del centro con metro, tram, autobus. Inoltre, per i percorsi sotto ai 5 Km, hanno dato spazio alla bicicletta creando piste ciclabili sicure e bici park. Hanno aumentato gli investimenti sulla cultura per potenziare l'industria del turismo e del tempo libero, obbiettivi che Gobbo ed i suoi...
TREVISO: EMERGENZA CENTRO STORICO
Treviso: Emergenza Centro Storico.
Un vecchio modo di governare la città che ci allontana dall'Europa virtuosa e ci preclude l'eccellenza in sostenibilità e qualità della vita.
di Dante Nicola Faraoni
La confusione e l'incapacità di interloquire con i soggetti interessati per quanto riguarda la riorganizzazione del centro storico REGNANO A CA' SUGANA.
Diciamo questo non solo per il continuo rinviare Il Progetto Pedonalizzazione del Centro Storico ma perché nonostante le continue proteste di settori che spingono per la rivitalizzazione del centro storico, che vanno dai commercianti alle associazioni culturali e di opinione, l'amministrazione comunale ed il suo incaricato di settore l'Assessor Zanini, si avvale della facoltà di non rispondere.
Che l'amministrazione ormai interloquisce solo con la Provincia, la Fondazione CassaMarca e qualche altro esclusivo potentato locale lo si era capito da molto ma che vengano tenuti fuori chi richiede la rivitalizzazione del centro storico...
CRISI GLOBALE… e intanto le aziende continuano a chiudere
La chiusura dello stabilimento Indesit a Refrontolo, Treviso è uno di quei mali che la globalizzazione ha prodotto portando alla crisi produttiva l'Italia e alla crisi finanziaria il Pianeta. Aziende come il Gruppo Merloni si muovono per il mondo per fare profitti e certo non creano benessere sociale come si vuol far credere. Oggi tocca a noi, domani ai rumeni, più avanti ai cinesi, poi ai vietnamiti.
Per uscire dalla Crisi Globale, bisogna porre fine a questo gioco della manodopera al ribasso che impoverisce anche gli occidentali e mina i diritti dei lavoratori come la recente vicenda FIAT insegna. Deve finire non perchè improvvisamente siamo diventati tutti comunisti ma perchè la diffusione della povertà sta intaccando la classe media, i commercianti e gli artigiani che chuidono le loro attività a causa della riduzione dei salari, dell'aumento della cassa integrazione e della mobilità.
E' ora che questa classe dirigente che ci sta portando allo sfascio crei leggi per...
USCIRE DALLA CRISI AUMENTANDO I SALARI
I lavoratori italiani ricevono buste paga tra le più «leggere» del mondo industrializzato e con una delle più alte pressioni fiscali, questo e quello che dicono le statistiche dell'OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico). Occupiamo il 23esimo posto su 30 nazioni industrializzate, mentre il peso delle tasse e dei contributi sulle buste paga è attestato al 46%, al sesto posto, 10 punti sopra la media dei paesi più industrializzati. Questo, secondo gli analisti è un peso enorme alla ripartenza economica perchè, se non ci sono entrate adeguate per le famiglie, i consumi avranno un arresto, con conseguente diminuzione di richiesta di occupazione per le aziende, quindi bassa crescita o anche crescita "O". Il governo dice che non può permettersi di abbassare le tasse in quanto il debito e le pressioni globali dovute alla crisi, costringono lo Stato a richiedere maggiori entrate.
Questa strategia del "Catenaccio", tutti in difesa del "Sistema", è una strategia che...
Federalismo Fiscale NO! Pianificazione Decentrata SI!
Per affrontare la crisi economica in atto, è sicuramente necessaria una riforma fiscale. Ma la proposta di Bossi di Federalismo Fiscale come riforma scaccia crisi è priva di fondamento. Il trasferimento di alcune competenze in ambito fiscale ed economico agli Enti Locali prevista nell'articolo 119 della Costituzione è sicuramente necessaria ma non risolverebbe i tre problemi fondamentali del Fisco Italiano: sperequazione fiscale, evasione ed elusione fiscale, eccessiva burocrazia. Anzi i mali della nostra finanza pubblica: clientelismo, corruzione, sperpero e burocrazia, rischiano di allargarsi se si incappa in cattive Amministrazioni e questo in Italia capita molto spesso sia al Nord che al Sud.
In ogni caso anche tra i sostenitori del federalismo c'è confusione su come applicarlo e sui costi che la riforma stessa possa comportare. In fondo quello che in tasse rimane agli enti locali oggi, 30/40 % delle entrate, è in linea con quella dei Paesi Europei come la Germania, già da tempo...
COME USCIRE DALLA CRISI ECONOMICA
Far ripartire l'economia è nelle intenzioni dell'intero gotha economico e politico italiano ma i dati recepiti in questi ultimi anni ci danno un un unico verdetto: la situazione peggiora giorno per giorno. Il fallimento delle opere fin qui intraprese è scritto sulla staticità dei salari e della crescita della produzione, nelle migliaia di aziende medio/piccole che ogni giorno chiudono, sulla disoccupazione e la cassa integrazione che aumentano vertiginosamente. Tutto ciò nel momento in cui ci troviamo sulla soglia di una forte fase inflattiva confermata dalle previsioni di forte aumento delle materie prime e del petrolio. Chi dice che la ripresa è iniziata mente, oppure fa riferimento al comparto bancario che incomincia momentaneamente a respirare dopo gli aiuti ricevuti dai governi e dalle istituzioni internazionali.
Questa situazione di Depressione Economica si acuirà se nessuno prenderà urgenti provvedimenti, il che significa sganciare l'idea di ripresa dagli errori/orrori...
Convertiamo le aziende in crisi in cooperative
Perchè il sindaco Dal Zilio riapre la Dal Zilio Inerti Srl
La crisi economica, in Italia, propone una nuova prospettiva
Gruppo d’Acquisto Veneto Fotovoltaico.
Proposta di Riforma Economica Minimale
Acqua …Santa?
Il problema specifico trattato in questo articolo, rappresenta ciò che avviene in una società in cui la mentalità distorta di alcuni dirigenti politici, porta a far si che dei beni necessari alla forma più basilare di sostentamento come l'acqua, possa diventare, fregandosene del concetto che l'acqua è un bene comune, una merce che rende altissimi profitti a pochissime persone.
Perché personaggi pubblici pagati per tutelare e rendere fiorente una comunità, sono finiti per alienare beni che non sono una loro esclusiva, permettendo che il nostro denaro non sia stato usato come reinvestimento nella suddetta e impedendo così un giovamento e uno sviluppo a tutti i membri di tale area?.
Semplicemente perché l'acqua, la cui domanda è destinata ad aumentare sai per l'aumento della popolazione, sia per la crescita economica, è una risorsa la cui allocazione non è più determinata dai bisogni dei consumatori, ma dall'avidità privata.
In questo sistema capitalistico, dove la tendenza dei...
4º Congresso Nazionale MDE
Nascita del Forum Trevigiano per L’Ecologia
3º Congresso Nazionale MDE
Rimini 24 e 25 febbraio 2007
Alcuni pensavano che, con l'avvento del governo di centro sinistra, molto sarebbe cambiato. Invece ci siamo trovati con una continuazione di quelle sciagurate scelte fatte dal precedente governo di centro destra.
Illusi tutti quelli che pensavano che bastasse togliere dalla sedia Berlusconi senza pensare di cambiare la mentalità politica e gli iniqui valori neoliberisti che anche il governo Prodi coltiva e persegue.
Resteranno ancor più delusi coloro che credono ancora ad un governo in grado di fare delle riforme economiche capaci di togliere l'Italia dal pantano della stagnazione.
Non ci sono i soldi per finanziare i progetti ma solo i debiti da coprire. Cercare i soldi per gli investimenti appoggiandosi disperatamente a una nuova e peraltro ingiusta riforma delle pensioni è insensato.
Si parlava di lotta all'evasione fiscale ma, come tutti i governi precedenti, rimane una buona idea non supportata da sufficiente forza morale né da una sufficiente...
La Massima Utilizzazione
Introduzione
Quando ero piccolo, negli anni sessanta, passavo gran parte delle giornate d'estate a casa dei miei nonni. Le giornate erano scandite da appuntamenti regolari: la mattina verso le otto passava l'uomo delle granite. Secondo l'uso siciliano, una bella granita di mandorle e una brioche è quel che ci vuole, per iniziare una calda giornata estiva. L'uomo gridava, con il suo megafono attaccato sopra il triciclo a motore: "a minnulata!" e le persone, adulti e bambini, uscivano con il loro bicchiere o la tazza, a comprare la loro porzione di mandorlata ghiacciata, preparata dal gelataio con mandorle, zucchero e acqua.
Un po' di tempo dopo passava il panettiere con un triciclo furgonato. Chiedeva a mia nonna quanto pane avesse bisogno e di che tipo, poi lo consegnava e bussava alla prossima porta. Prima o dopo il panettiere, passava il lattaio. Consegnava il latte della centrale in una bottiglia di vetro con un coperchietto di stagnola e, senza aspettare mia nonna, suonava il...
Chi siamo
La democrazia incompiuta
Democrazia e Globalizzazione
I nuovi scenari e il Movimento Noglobal
Il contributo del Prout al problema della crescita economica
Un modello economicamente sostenibile
Il “principio naturale” della domanda e dell’offerta
Il Mercato del lavoro
Economia e scienze sociali
La psicoeconomia: i nuovi orizzonti della scienza economica
Conclusioni
L’ETICA DELLA COOPERAZIONE. COOPERIAMO?
Un Mondo Possibile
Politica, Economia, Cultura e Democrazia Economica
Movimento per la Democrazia Economica
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L'ETICA DELLA COOPERAZIONE. COOPERIAMO?
06-07-2006 Massimo Capriuolo
Dalla competitività alla Cooperazione coordinata PER UNA VERA RIFORMA DEL LAVORO La Massima Utilizzazione
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Articolo pubblicato sotto una Licenza Creative Commons
Siamo tutti lavoratori scontenti
Siamo tutti lavoratori scontenti
Un nuovo tipo di sfruttamento, subdolamente diverso dallo sfruttamento economico di una volta, si è fermamente radicato in Europa.
Riconoscerlo è il primo passo per combatterlo. Lo sfruttamento psicoeconomico, meno visibile dello sfruttamento materiale di una volta, ci opprime mentalmente prima che fisicamente, costringendoci ad una vita di sacrifici non riconosciuti socialmente, una vita nella quale la nostra creatività e le nostre capacità sono frustrate da un sistema sociale dove l'unico valore è il profitto immediato, dove il valore del lavoro, fondamento della nostra Repubblica, è sostituito dal valore del denaro.
Siamo abituati a considerare sfruttati coloro che, pur lavorando duramente, non possono godere dei frutti del proprio lavoro, le persone costrette agli stenti pur lavorando onestamente. In un certo periodo della storia italiana questa classe sociale sembrava essersi estinta, sostituita da un benessere diffuso e di livello accettabile,...
DALL’ECOLOGISMO AL NEOUMANESIMO
L'approccio neoumanista all'ecologia si basa su un fondamentale principio: "il valore esistenziale degli esseri viventi dovrebbe avere precedenza sul valore di utilità". Ciò significa che non bisogna distruggere o annichilire animali o piante, non solo perché può danneggiare l'interesse futuro degli esseri umani, ma soprattutto perché la loro esistenza ha un valore in sé e per sé.
E' sicuramente accettabile che da una parte la sopravvivenza e lo sviluppo umano richiedano l'utilizzo di animali e piante, ma questo va fatto proteggendo il loro valore esistenziale. In particolare la sopravvivenza umana dovrebbe essere legata alla coesistenza con l'ambiente animale e vegetale e pertanto gli esseri viventi da cui si dovrebbe trarre alimento dovrebbero essere quelli meno sviluppati e più vicini alle forme vegetali. Gli animali sono, invece, forme viventi biologicamente più complesse e sviluppate e che nel loro percorso evolutivo hanno visto modifiche importanti che ne hanno migliorato la...
Il Movimento per la Democrazia Economica è associazione!
Il secondo Congresso Nazionale del Movimento per la Democrazia Economica viene fatto, non a caso, dopo una campagna elettorale esasperata nei toni e povera , poverissima di contenuti reali. Abbiamo riscoperto che l'Italia è ancora spaccata in due e che tale spaccatura corrisponde a due vecchi modi di pensare che ormai si alternano da anni in questo paese ma che fino ad ora non hanno prodotto quel cambiamento, quella rinascita sociale ed economica che gli italiani sognano da tempo. Ha vinto di misura il centro sinistra che ha messo momentaneamente da parte quel disgraziato fenomeno che come un incubo ha terrorizzato per cinque anni l'Italia: "il berlusconismo" non una persona ma un modo di fare che ha contribuito alla disgregazione morale del paese alimentando l'illusione collettiva che: "Tutti possiamo essere ricchi come "LUI" basta essere disonesti ed arroganti."
Diciamo apertamente che l'idea di dare una struttura politico organizzativa a questo movimento è sorta in questo momento...
NO TAV: Investimenti su progetti improduttivi? No grazie.
A che ci serve la TAV per il trasporto merci veloce quando il nostro export commerciale con l'estero è diminuito del 20% circa tra il 2004 e 2005?
Qualcuno ha suggerito per avere scioperi dei trasporti più veloci...
I grandi amministratori Europei, decidono seduti a tavolino i progetti per l'Europa, come i grandi pianificatori Sovietici: la grande Russia vista come unità statica e omogenea, l'Europa come un'entità già unita e omogenea nei suoi aspetti sociali, economici, amministrativi e politici. Ma i sentimenti nazionalistici sono ancora forti e gli interessi politici ed economici troppo evidenti.
In nome dell'unità europea si è ideata la Bolkestein: uniformare i servizi in europa e privatizzare tutto il possibile (Acqua, energia, sanità, scuola, poste, strade...); e ora i trasporti ad Alta Velocità per unire gli opposti confini. Il tutto senza tenere conto delle visibili differenze del livello di sviluppo economico, retributivo, infrastrutturale, del sistema amministrativo, delle...
Dante Nicola Faraoni, Verso la Democrazia Economica
La democrazia è considerata, quasi all'unanimità, sinonimo di libertà e benessere.
È ormai ampiamente applicata nella gran parte dei Paesi del mondo. Nonostante ciò, il pianeta si trova sempre più diviso tra una moltitudine di poveri e una minoranza di super ricchi.
L'occidente, cultore della democrazia politica, ha prodotto la globalizzazione dell'economia promettendo sviluppo e prosperità all'intero pianeta. Le statistiche della Banca Mondiale e dell'ONU dimostrano però che la povertà e i morti per fame stanno aumentando.
Sempre più gente percepisce i processi democratici come incompiuti, non garanti delle libertà e dei diritti umani.
Il movimento Noglobal è nato per denunciare, con le sue proteste, la totale mancanza di diritti e le forti disparità socioeconomiche perpetrate dai processi di globalizzazione economica neoliberista.
In questo contesto il Prout sostiene che la democrazia debba estendersi ai processi economici. La democrazia economica è necessaria per stabilire un...
WTO: globalizzazione o cospirazione?
Ho cercato di addentrarmi nei meandri dei 'principi e dei valori' che hanno spinto il WTO a redigere 27.000 pagine di trattati e regolamenti sul commercio internazionale, dando inizio alla cosiddetta globalizzazione economica.
Per la semplice ragione di poter comprendere i motivi per i quali sia aumentata la forbice tra ricchi e poveri a livello mondiale, perchè sia aumentata la disoccupazione locale e perchè le promesse di un abbassamento dei prezzi, di moltissimi prodotti e un innalzamento del tenore di vita per tutti, paesi poveri compresi, non siano state mantenute.
Sono molti i paesi ad aver firmato le regole WTO nei suoi tre trattati principali TRIM, TRIP, GATT, nella maggior parte dei casi senza averle lette in toto, o averne compreso appieno l'impatto sociale ed economico per i singoli paesi. Accettate come 'atto dovuto' affermava l'On. Fassino, firmatario per l'Italia. Accettate senza dibattito, solo perchè redatte da autorità USA e da un numero spropositato di...
CHI HA PAURA DEL PROTEZIONISMO ECONOMICO?
L’Argentina si avvicina
Difetti dell’attuale democrazia politica
La via Neo-Socialista allo sviluppo
AUMENTARE LA PRODUTTIVITÀ NON È SUFFICIENTE
COSA NON CI FARA’ USCIRE DALLA CRISI ECONOMICA
PSICOECONOMIA, MIGLIORARE LA QUALITA’ DELLA VITA
INCENTIVARE IL POTERE D’ACQUISTO
PARADIGMI: DALLA QUALITA’ ALLA SANTITA’ DELLA VITA
DAZI FLESSIBILI ED INTELLIGENTI
LE BUGIE DEL P.I.L.
PER UNA VERA RIFORMA DEL LAVORO
AMARTYA SEN E P.R.SARKAR: economisti a confronto
EMERGENZE: ACQUA E NECESSITA’ PRIMARIE
L'acqua non è un bene economico: è una risorsa primaria che soddisfa una necessità minima di importanza vitale, non solo per l'essere umano, bensì anche per ogni organismo vivente, sia animato (cioè dotato di un suo codice genetico) che inanimato. A ridurre la quantità di acqua utilizzabile a livello geografico è oltre l'impraticità di alcuni fiumi e bacini; l'irrazionale distribuzione dell'acqua in condutture idriche fatiscenti, anche le varie forme di inquinamento ambientale acquatico.
L'utilizzo dell'acqua sta vedendo il diffondersi di un unico imperativo: liberalizzare lo sfruttamento della risorsa idrica. I Paesi in via di sviluppo allorché chiedono dei prestiti economici per la costruzione di opere finalizzate all'approvvigionamento di acqua (dighe, acquedotti, pozzi, ecc.) alla Banca Mondiale, questa li cede a patto che le opere siano realizzate e gestite in regime di liberalizzazione: i prestiti versati ai Paesi poveri dal fondo mondiale vengono così, indirettamente,...
LETTERE: Ideologia del consumismo.
La FIAT? in mano ai Lavoratori!
CRISI GLOBALE: ORMAI E’ DEPRESSIONE!
Fermare gli accordi GATS!
IL VERTICE FAO SULL’ALIMENTAZIONE
Manifestazione FAO giugno 2002
Nel 1996 i rappresentanti di 185 paesi firmarono la Dichiarazione sulla Sicurezza Alimentare e s'impegnarono a cooperare per estinguere le cause della fame e della povertà nel mondo, fissando l'obiettivo di dimezzare il fenomeno entro il 2015.
Un anno prima era entrato in vigore l'Accordo sull'Agricoltura scaturito dall'Uruguay Round, il ciclo di negoziati che portò alla nascita del WTO (Organizzazione Mondiale del Commercio). Quest'accordo prevedeva di regolare il commercio agro alimentare orientandolo verso il libero mercato che in sostanza ipotizzava l'abbattimento progressivo delle barriere doganali. Anche se il documento non riporta ufficialmente l'intento di combattere la fame nel mondo, gli organismi sovrannazionali che lo applicano, come Fondo Monetario Internazionale, Banca Mondiale e WTO propagandano la liberalizzazione del commercio agro alimentare come mezzo indispensabile per estirpare la povertà.
In realtà gli obbiettivi prefissati dagli...