Economia
Non è solo caldo: è il conto di un’economia che non protegge la vita
500 voli, sovranità e interesse nazionale: la sicurezza deve essere decisa con i cittadini
Da Hormuz ai miliardi per la difesa: senza democrazia economica non esiste sovranità
Dopo Starmer: senza democrazia economica la stabilità politica è un’illusione
Pace, energia e democrazia economica: l’Italia non sia ostaggio delle guerre
ITALIA: E’ PRIORITARIO NAZIONALIZZARE IL SISTEMA ENERGETICO
Referendum Giustizia: perché è necessario votare NO Con la crisi energetica e l’economia…
Notiziario “Il Neoumanista” ottobre/novembre 2025
TRUMP/MELONI VS FLOTILLA: DUE VERITA’ UNA SOLUZIONE
VIOLENZA DIGITALE. DIRITTI DELLE DONNE
LA GUERRA DEI DAZI E’ UNA FARSA
Convegno a Parma il 28-06-2025
Il PD scopre la crisi del lavoro… ma è troppo tardi
Il PD scopre la crisi del lavoro... ma è troppo tardi
Pierluigi Bersani ha recentemente riconosciuto, in un’intervista, che la sinistra italiana — e il PD in particolare — ha sostenuto politiche disdicevoli durante la massima espansione della globalizzazione. È un’ammissione che suona sincera, ma arriva con estremo ritardo. Mentre si tenta di costruire una nuova narrazione, resta il fatto che gran parte del Partito Democratico continua a difendere, apertamente o implicitamente, i pilastri ideologici di quel modello economico globale che ha causato l’impoverimento delle classi lavoratrici, lo smantellamento della sovranità economica e la frammentazione sociale.
Una crisi profonda e sistemica
Il problema non è stato solo il Jobs Act o altre riforme simbolo del neoliberismo. È stato l'intero impianto culturale: il mito del mercato autoregolato, della competitività come valore assoluto, della riduzione dello Stato sociale in nome dell’efficienza. In nome di questo approccio, i governi...
Lavoro, salari e sudditanza economica: la risposta di MDE al monito di Mattarella
Lavoro, salari e sudditanza economica: la risposta di MDE al monito di Mattarella
Un appello che non può restare inascoltato
Nel suo intervento del 30 aprile, alla vigilia del Primo Maggio, il Presidente Sergio Mattarella ha pronunciato parole che pesano come macigni: «Salari inadeguati sono un grande problema per l’Italia». I dati dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro sono impietosi: i salari reali italiani sono inferiori a quelli del 2008. Un’intera generazione lavora ma si impoverisce. E i giovani, anche i più qualificati, emigrano.
Questo grido d’allarme conferma l’urgenza di un cambiamento radicale dell’intero sistema economico.
Lavoro e dignità: due volti della stessa moneta
Il lavoro non è una merce da negoziare al ribasso. È un diritto umano, il mezzo con cui ogni persona contribuisce alla società e costruisce la propria libertà. In una vera democrazia, tutti devono avere accesso ai mezzi per vivere una vita dignitosa.
Le risorse fondamentali non sono proprietà...
LA GUERRA DEI DAZI È LA GUERRA DEI RICCHI D’AMERICA
LA DEMOCRAZIA ECONOMICA SALVERA’ L’EUROPA
Il “confronto” tra Calenda e Meloni: alleanza di potere, non alternativa politica
Il “confronto” tra Calenda e Meloni: alleanza di potere, non alternativa politica
Al congresso del partito Azione, Carlo Calenda ha cercato di presentare una nuova forma di “unità nazionale” intorno a un’agenda che accomuna governo e opposizione moderata. Ma ciò che è andato in scena al Rome Life Hotel, con Meloni ospite d’onore tra le bandiere di Ucraina, Georgia e Unione Europea, è stato più che altro uno spettacolo costruito ad arte per lanciare un messaggio politico ben preciso: esiste una sola politica legittima, quella atlantista, neoliberista e tecnocratica. Il resto, come ha dichiarato lo stesso Calenda, è “ideologismo”.
L’accoglienza riservata alla Presidente del Consiglio – con tanto di copertura mediatica studiata e pubblico selezionato – non è stata un gesto di apertura al dialogo democratico, ma un chiaro segnale di omologazione. Il fatto che Meloni e Calenda abbiano espresso posizioni praticamente sovrapponibili su temi chiave come la riforma della giustizia, il ritorno...
L’EUROPA AD UNA SVOLTA
Il Nuovo Capitalismo di Stato
GAP SALARIALE E LAVORO
GAP SALARIALE E LAVORO
Confermato, la produzione è in calo e sono due anni che ciò si ripete. Dati ISTAT (ottobre 2024) dicono che la somma tra Salariati Poveri + Disoccupati (in leggero calo) + Inattivi ( in aumento), cioè il 51,4% della popolazione lavorativa non ha sufficiente potere d’acquisto per permettersi dei consumi adeguati. La crisi industriale è strutturale ed il Governo Meloni ha l’obbligo di affrontare la povertà vera causa della contrazione dei consumi. La soluzione è creare lavoro in grado di garantire sufficiente potere d’acquisto.
Il concetto di Gap salariale, definito dall’economista Ravi Batra come il rapporto tra produttività e salario reale, è un elemento cruciale per dare risposte alla stagnazione economica. Quando la produttività cresce più rapidamente dei salari reali, il divario salariale aumenta, creando squilibri che possono portare a disoccupazione e instabilità economica. E’ inutile produrre se non ci sono consumatori in grado di acquistare.
SENZA...
La Proposta di Legge sulla Partecipazione dei Lavoratori: un Inganno
IL GAP SALARIALE E LE SUE CONSEGUENZE SUL MERCATO
Il Gap Salariale ovvero come Eliminare la Disoccupazione
Mettere al centro della ripresa economica la Povertà: PIL vs Potere d’Acquisto
Per essere progressisti bisogna definire il significato di “Progresso”
La GUERRA GLOBALE DELL’AGRICOLTURA
IL PREZZO DEI PRODOTTI AGRICOLI LI DECIDE IL PRODUTTORE
LEGGE EGALIM FRANCESE: IL PREZZO DEI PRODOTTI AGRICOLI LI DECIDE IL PRODUTTORE
Verso un mondo con regole di convivenza giuste: il paradosso delle libertà apparenti
Lavoro e Dignità: Contratto Nazionale dei Metalmeccanici e il Futuro della Cooperazione
Prospettive economiche per gli anni ’90
La Guerra Ibrida della Post-Verità: un allarme per l’umanità
In allegato Il NeoUmanista di novembre/dicembre 2024
Ripensare il Rapporto tra Umanità e Natura: Una Crisi di Biodiversità
La fuga dei giovani italiani: una tragedia nazionale che richiede azioni urgenti
Cari amici e sostenitori,
Cari amici e sostenitori,
Con l’arrivo del nuovo anno, volgiamo lo sguardo al futuro con rinnovata speranza e determinazione. L'Italia, come il mondo intero, si trova in un periodo di transizione, un momento cruciale in cui possiamo scegliere tra il persistere di sistemi di sfruttamento o l’abbracciare un modello di progresso cooperativo e sostenibile, radicato nella giustizia economica e sociale.
Il progresso umano è un viaggio incessante verso una società più equa. Pace e prosperità non sono doni passivi, ma il frutto di lotte collettive contro le ingiustizie, le disuguaglianze e i dogmi divisivi. Solo unendo le nostre forze e lavorando per il bene comune possiamo costruire un domani migliore.
Nel nuovo anno, invitiamo ciascuno di voi a unirsi a questo grande movimento di trasformazione, fondato sui principi della cooperazione coordinata, dell’autosufficienza e del rispetto per tutte le forme di vita. Facciamo del 2025 l’anno in cui riaffermiamo il nostro impegno verso una...
Una Riforma Socioeconomica per Salvare le Pensioni e Rafforzare la Sicurezza Nazionale
Green Deal europeo: i conti non tornano
Una Finanziaria che Non Cambia Nulla Parte 2: Verso una Nuova Economia
Una Finanziaria che Non Cambia Nulla Parte 2: Verso una Nuova Economia
Qui la parte 1
Partecipazione economica: molto più di un fondo
Il fondo da 70 milioni per incentivare la partecipazione dei lavoratori agli utili aziendali è un passo positivo, ma non scalfisce l’attuale struttura economica, dominata da logiche capitalistiche che favoriscono pochi a scapito della collettività.
Proposta MDE:
- Promozione della trasformazione delle imprese in cooperative democratiche, dove i lavoratori partecipano attivamente alla gestione e ai profitti.
- Sostegno ai Workers Buyout, per consentire ai lavoratori di rilevare aziende in crisi con finanziamenti mirati.
- Introduzione di un salario minimo garantito che assicuri condizioni di vita dignitose per tutti i lavoratori.
- Formazione professionale continua per favorire la crescita delle competenze dei lavoratori e aumentare la competitività delle imprese cooperative.
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Transizione ecologica: passi troppo timidi
Nonostante gli incentivi...
Una Finanziaria che Non Cambia Nulla Parte 1: Le Critiche di MDE alla Finanziaria 2024
Una Finanziaria che Non Cambia Nulla Parte 1: Le Critiche di MDE alla Finanziaria 2024
La legge di bilancio 2024, recentemente approvata dal governo Meloni, introduce misure per famiglie, lavoratori e imprese, ma manca una visione strutturale per risolvere le disuguaglianze, affrontare le crisi ambientali e costruire un’economia sostenibile. Il Movimento per la Democrazia Economica (MDE) propone una lettura critica e avanzamenti concreti ispirati ai principi del Prout.
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Taglio del cuneo fiscale e IRPEF
Con 17 miliardi destinati al taglio del cuneo fiscale e alla stabilizzazione dell’IRPEF su tre aliquote (23%, 35% e 43%), la manovra cerca di sostenere i redditi medio-bassi. Tuttavia, il sistema fiscale rimane incentrato su un modello che grava eccessivamente sui lavoratori e non garantisce una redistribuzione equa della ricchezza.
Proposta MDE:
abolire le tasse sui redditi personali, sostituendole con un sistema fiscale più equo:
1. Tasse sulla produzione: Una tassazione...
Crisi energetica e prezzi
Il Caso Mangione e l’America di Oggi: Una Crisi del Sistema
Milei e i Licenziamenti di Massa: Distruggere lo Stato Non è Riformarlo
Milei e i Licenziamenti di Massa: Distruggere lo Stato Non è Riformarlo
Il presidente argentino Javier Milei ha licenziato 34.000 dipendenti pubblici, presentando questa mossa come una necessità per ridurre la spesa pubblica e combattere un presunto "nemico": lo Stato. "Non sono esseri superiori", ha dichiarato, riferendosi ai lavoratori colpiti, "ma al servizio di chi paga le tasse". Tuttavia, smantellare lo Stato non è riformarlo, e colpire i lavoratori pubblici significa penalizzare l’intera società.
Licenziamenti di Massa: Una Soluzione o un Problema?
Dietro i numeri, emergono conseguenze concrete: ospedali, scuole e servizi essenziali vedranno un peggioramento immediato. Ridurre i costi della macchina pubblica significa meno servizi, più disoccupazione e un aumento delle disuguaglianze. I dipendenti pubblici non sono un peso, ma persone che ogni giorno garantiscono il funzionamento dello Stato.
La critica alla burocrazia inefficiente è legittima, ma licenziare...
Riprendere il Futuro dalla Storia: Un Appello alla Cooperazione e all’Inclusività
Manovra economica: piccoli palliativi e grandi squilibri
La lotta degli “schiavi dei divani” di Forlì: uno specchio di un sistema economico da cambiare
Elon Musk e i 400 miliardi: un record, ma a che costo?
Oh Matteo Salvini, che paura strana,
Attacco al diritto di sciopero: una minaccia alla democrazia
Pd, un cammino smarrito: dalla lotta al mercato
Cibi ultraprocessati: un’industria che manipola il nostro futuro
Morti sul Lavoro: Una Strage Quotidiana Inaccettabile
Microimprese: il cuore dell’economia europea, ma con troppe sfide da affrontare
Per par condicio:
Italia alla deriva: come uscire dalla “sindrome da galleggiamento”?
Atreju e la politica spettacolo: il vuoto dietro le luci del Circo Massimo
La Leggenda della Terra del Grano Dorato
Questo è l’ultimo numero del nostro notiziario “Il Neoumanista”
Allevamenti intensivi: Critica dell’ambientalismo puro
LATTE: esempio di calcolo del Costo di Produzione e Prezzo Sostenibile
Nuova definizione di “Prezzo Sostenibile”
Il NeoUmanista di questo mese contiene gli atti del Convegno di Parma del 30/06/2024 e…
Buongiorno,
In allegato Il NeoUmanista di marzo 2024.
Il Mediterraneo, nuovo centro delle trasformazioni mondiali
In allegato Il NeoUmanista di gennaio-febbraio 2024.
Ti inviamo i nostri migliori Auguri di Buone Feste!
Il NeoUmanista ottobre/novembre 2023.
Ravi Batra – Su inflazione e i prezzi degli anni 2020
Concorrenza e Inflazione
Competition and Inflation
Inflation Cycle and the Price Spiral
Il NeoUmanista luglio/agosto 2023.
Il Salario Minimo deve coprire le minime necessità
Alcune peculiarità del sistema economico Prout
Autosufficienza economica, il futuro dall’Europa
L’economia è di tutti
Inflazione: di chi è la colpa? Nomi e Cognomi
Il NeoUmanista giugno 2023.
AI: è vero Progresso? Solo con la riduzione dell’orario di lavoro e aumento dei salari
La guerra dei chip e la fine della globalizzazione economica. L’Europa ad una svolta.
Democrazia Economica
Democrazia economica e Democrazia Politica
CHIUDERE I MERCATI SPECULATIVI
Il ritmo della storia. Alcune ipotesi sugli eventi ciclici della storia contemporanea
Il Neoumanista – marzo 2023
Quanto è vicina la fine del capitalismo?
Unione Europea. Fuori la Competitività dentro la Cooperazione Coordinata
Multe Quote latte: siamo al punto di partenza
Colonizzazione Economica
La Prima Ministra Neo-Zelandese si dimette: Definisce il Capitalismo “un palese fallimento”
Competitività vs Cooperazione
Quote Latte e multe agli allevatori
Il governo Meloni rispetti le promesse
Per un’equa tassazione che incentivi le assunzioni
Il Neoumanista – gennaio 2023
Economia Popolare People’s Economy!
Autosufficenza o interdipendenza economica?
Il Neoumanista – ottobre 2022
Siamo alla Canna del GAS
Gli speculatori fanno crollare l’economia. Chiudiamo le Borse!
Agricoltura Integrata – Riforma Agraria
Il Neoumanista – agosto 2022
Il Neoumanista – aprile 2022
Alternative alla Cassa di Espansione del Torrente Braganza (Parma)
Europa di Zone Socio-Economiche Autosufficienti
Il prezzo del carburante sta aumentando in maniera sproporzionata. Ma è solo colpa della…
Il prezzo del carburante sta aumentando in maniera sproporzionata. Ma è solo colpa della guerra in Ucraina? Solo in parte e dovremo dire l’aumento avrebbe dovuto toccare soprattutto il gas metano, che è quello che ci fornisce la Russia, ma così purtroppo non è.
L’Italia aveva ed ha il primato dei prezzi più alti in Europa tra benzina e gasolio e questa è un’altra controprova. Quella a cui cittadini e imprese sono oggi sottoposte è una speculazione finanziaria di proporzioni mondiali. Il prezzo dei carburanti non è legato alla produzione, ma ai prodotti speculativi come i futures, per scommettere in più o in meno su prezzi di qualunque bene, specialmente le materie prime essenziali.
... continua ...
Comunicato sulla guerra in Ucraina del Movimento per la Democrazia Economica.
L’economia post Covid-19?
ECONOMIA BILANCIATA
Tre Forme di Sfruttamento Economico
Critica costruttiva al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza
Produzione, distribuzione di cibo e vestiario
Articolo PROUT su linterferenza.info
SuperEcoBonus parte 2
SuperEcoBonus parte1
Cooperative Mondragon, un successo dal 1954
Capitalismo Comunismo e Democrazia Economica
L’Italia riparte dallo sviluppo Agricolo-Industriale
Economia italiana in crisi: Auchan, francese, lascia l’Italia
La Democrazia alla prova del tempo
Questione Immigrazione: proposta per un manifesto
Siccità e Soluzioni: Il Progetto di Conservazione dell’Acqua di Ananda Nagar
Analisi dell’occupazione in Italia: miti e limiti
Siccità e Soluzioni
Agricoltura: Autosufficienza Produttiva e Unico Sindacato Agricolo
Se uscissimo dall’€uro? Pro e contro
Previsioni e Rivoluzioni: Conversazione con Ravi Batra su Tecnologia ed Economia
Predictions & Revolutions: A Conversation with Ravi Batra
Proposta PROUT per la rinascita dell’agricoltura e del lavoro
PROUT e l’Ambiente
La nostra visione del Sistema Politico Italiano
Post-terremoto: “Prima le fabbriche, poi le case e poi le chiese”
Nelle sabbie mobili del Referendum Costituzionale
Ritorno del Protezionismo
Difetti sociali del Gandismo e Marxismo – Una Filosofia difettosa
WTO e Vantaggio Comparato – teoria di Ricardo di 200 anni fa.
Un’Europa di Zone Socio-Economiche Autosufficienti?
La prima casa non si tocca
Costi economici e sociali dei cambiamenti climatici: cause e terapie
I Poli Terrestri spostano le loro rispettive posizioni
L’avvento della prossima Era Glaciale
Riforma dello Statuto delle Cooperative Italiane
L’impresa agricola aggregata: una risposta ai problemi dell’agricoltura italiana
Costituzione Italiana: qualche ritocco per un’esistenza dignitosa
Il fallimento delle teorie economiche attuali e la nascita di un progetto socio-economico alternativo
Una riforma Agraria per l’Italia?
Impending Global Financial Collapse, Will Change the World Order
Cooperazione Coordinata – Il PROUT spiegato in poche parole
Lo stato dell’economia globale. Recensione libro di R. Batra.
Unctad: cambiare paradigma della globalizzazione, aumentare i salari dei poveri per “dopare” la crescita mondiale
PROUT: Socialismo Umanistico e Democrazia Economica
Le cause della disoccupazione – Ravi Batra
Rivoluzione in Macroeconomia – oltre le teorie classiche della disoccupazione
Workers Buyout: Nasce a Scandiano la cooperativa GresLab
La Nuova Età dell’Oro: Ravi Batra
Proposta per le ‘Fabbriche Recuperate’
Un manifesto per l’autogestione
Crisi e fabbriche recuperate: la Ri-Maflow di Trezzano sul Naviglio (Mi)
Ebola, Mercato Speculativo e Recessioni
Pianificazione socio-economica del territorio di Salsomaggiore Terme
Conferenza Dibattito Salsomaggiore Terme
A New Theory of Unemployment
The Global Financial Crisis: What Caused it, Where it is heading?
PROUT e Povertà Mondiale
L’etica in economia, paga?
Il Movimento Ows e la Rottamazione del caro Capitalismo
Ecco la nostra alternativa al capitalismo
Prout, alla ricerca del territorio perduto
Globalizzazione, protezionismo, lotta di classe, cooperative
Primavera Araba: Il Fondo Monetario Internazionale ha colpito ancora
Sono i migliori tra noi
Due Buone Azioni per l’Italia
Compro Debito
Autoritarismo contro Cogestione: il Caso FIAT-VOLKSWAGEN
Autoritarismo contro Cooperazione
Speriamo sia l'ultima volta che, per cambiare l'assetto produttivo delle aziende in Italia, si ricorra all'autoritarismo e al ricatto, come nel caso FIAT.
Sono state snoccilate delle statistiche sulla produttività degli stabilimenti FIAT dislocati in giro per il mondo, che certamente sono da verificare:
* In Polonia facendo bene i conti 1 operaio/a produce 100 automobili all'anno
* In Brasile 1 operaio/a produce 75 automobili all'anno
* In Italia 1 operario/a produce ben 29 automobili all'anno
Non si sa se nel terzo caso siano stati inclusi, oltre che agli operai, anche gli impiegati dell'ufficio internazionale e amministrazione FIAT.
Se questa fosse la situazione per le fabbriche FIAT in Italia, forse la colpa della bassa produttività andrebbe ricercata anche nell'organizzazione da parte dei responsabili FIAT.
La Volkswagen è il marchio più venduto nel mondo
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La Volkswagen è il marchio più venduto nel...
SPERIAMO CHE FIAT SE NE VADA
La crisi? C’è ma non si vede…
«Privati nelle aziende pubbliche? Meglio di no»
Ha ragione, non ha ragione, ha ragione, non ha ragione…
PRIMA L’ECONOMIA
"Prima i Veneti", Zaia propone di cambiare lo statuto del Veneto su questa linea guida.
Se dal punto di vista sociale lo slogan potrebbe suonare bene all'orecchio dei cittadini locali, tuttavia potrebbe non essere sufficiente per portare la Regione Veneto ad intraprendere la strada dello sviluppo, a diminuire l'effetto della crisi economica in atto, e dare lavoro a tutti. Quanti suicidi a seguito di licenziamenti e mancanza di lavoro in Veneto? Parecchi.
Crediamo che l'Economia "venga prima", o magari in contemporanea ai diritti sociali. Ma di economia si deve parlare per correre ai ripari. Pare però che l'argomento sia un po' ostico e sovviene alla memoria l'approccio di Zapatero, che concentrò la sua azione sui diritti sociali e non su quelli economici contribuendo a non dare soluzione ad una crisi di vaste proporzioni per il proprio paese.
Viviamo in democrazia, ma una democrazia che sembra azzoppata, perché essa è solo di natura politica (parlamento e istituzioni democratiche), ma...
CRISI GLOBALE… e intanto le aziende continuano a chiudere
La chiusura dello stabilimento Indesit a Refrontolo, Treviso è uno di quei mali che la globalizzazione ha prodotto portando alla crisi produttiva l'Italia e alla crisi finanziaria il Pianeta. Aziende come il Gruppo Merloni si muovono per il mondo per fare profitti e certo non creano benessere sociale come si vuol far credere. Oggi tocca a noi, domani ai rumeni, più avanti ai cinesi, poi ai vietnamiti.
Per uscire dalla Crisi Globale, bisogna porre fine a questo gioco della manodopera al ribasso che impoverisce anche gli occidentali e mina i diritti dei lavoratori come la recente vicenda FIAT insegna. Deve finire non perchè improvvisamente siamo diventati tutti comunisti ma perchè la diffusione della povertà sta intaccando la classe media, i commercianti e gli artigiani che chuidono le loro attività a causa della riduzione dei salari, dell'aumento della cassa integrazione e della mobilità.
E' ora che questa classe dirigente che ci sta portando allo sfascio crei leggi per...
Dalla Polonia, una lettera ai lavoratori FIAT
Dalla Polonia, una lettera ai lavoratori FIAT
La FIAT gioca molto sporco coi lavoratori. Quando trasferirono la produzione qui in Polonia ci dissero che se avessimo lavorato durissimo e superato tutti i limiti di produzione avremmo mantenuto il nostro posto di lavoro e ne avrebbero creati degli altri. E a Tychy lo abbiamo fatto. La fabbrica oggi è la più grande e produttiva d'Europa e non sono ammesse rimostranze all'amministrazione (fatta eccezione per quando i sindacati chiedono qualche bonus per i lavoratori più produttivi, o contrattano i turni del weekend).
A un certo punto verso la fine dell'anno scorso è iniziata a girare la voce che la FIAT aveva intenzione di spostare la produzione di nuovo in Italia. Da quel momento su Tychy è calato il terrore. Fiat Polonia pensa di poter fare di noi quello che vuole. L'anno scorso per esempio ha pagato solo il 40% dei bonus, benché noi avessimo superato ogni record di produzione.
Loro pensano che la gente non lotterà per paura di perdere...
LA VERITA SU POMIGLIANO
Su Pomigliano serve chiarezza. La verità è che Tremonti non ha letto l'accordo e ormai tutto è propaganda, tutto è strumentale. Io penso che prima di giudicare bisogna leggere bene quel che c'è scritto su un accordo e come quel che c'è scritto dura nel tempo. Perché per fortuna Tremonti passa, Sacconi passerà molto prima, ma i lavoratori avranno quelle condizioni di lavoro per 35/40 anni. Quindi ogni parola pesa come pietre. Allora noi abbiamo letto, come Italia dei Valori, il testo che è stato proposto e vediamo cosa c'è scritto.
C'è scritto che un lavoratore dovrà lavorare 6 giorni su 7 la settimana, tre turni di lavoro al giorno. Cioè entra al mattino alle 6 ed esce alle 14; entra alle 14 ed esce alle 22; entra alle 22 ed esce alle 6 del giorno dopo. Questo da lunedì fino a domenica mattina.
Pensiamo a un lavoratore che lavora in catena di montaggio. Nella catena di montaggio ogni minuto passa un pezzo, tu ogni minuto devi fare quel gesto ossessivamente, Per 40 anni devi fare quel...
IL DISASTRO DEL GOLFO DEL MESSICO
IL DISASTRO DEL GOLFO DEL MESSICO
Incuria, corruzione, risparmi sui dispositivi di sicurezza
La situazione è tragica nel Golfo del Messico. Ormai si sono liberati in mare, dallo scoppio del pozzo, più di due petroliere come la Exxon Valdez . E questo greggio è alle coste. Le coste della Louisiana, dell'Alabama e delle isole adiacenti sono ormai devastate dalla marea di petrolio.
Forse qualcuno pensa alla chiazza di petrolio come a qualcosa di simile a quando cadono delle gocce di olio su una superficie di acqua: l'olio si spande fino a formare una sottilissima chiazza iridescente, che rimane in qualche modo coesa e limitata.
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Niente di simile per il greggio.
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Una perdita in mare di petrolio forma sì all'inizio una chiazza coesa ed abbastanza limitata. In seguito le parti più volatili della miscela di oli e sostanze minerali evapora col calore del sole, ed abbastanza in fretta. Al momento in cui il greggio raggiunge la costa, la sua densità è aumentata per...
USCIRE DALLA CRISI AUMENTANDO I SALARI
I lavoratori italiani ricevono buste paga tra le più «leggere» del mondo industrializzato e con una delle più alte pressioni fiscali, questo e quello che dicono le statistiche dell'OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico). Occupiamo il 23esimo posto su 30 nazioni industrializzate, mentre il peso delle tasse e dei contributi sulle buste paga è attestato al 46%, al sesto posto, 10 punti sopra la media dei paesi più industrializzati. Questo, secondo gli analisti è un peso enorme alla ripartenza economica perchè, se non ci sono entrate adeguate per le famiglie, i consumi avranno un arresto, con conseguente diminuzione di richiesta di occupazione per le aziende, quindi bassa crescita o anche crescita "O". Il governo dice che non può permettersi di abbassare le tasse in quanto il debito e le pressioni globali dovute alla crisi, costringono lo Stato a richiedere maggiori entrate.
Questa strategia del "Catenaccio", tutti in difesa del "Sistema", è una strategia che...
CHIUDIAMO LE BORSE MONDIALI
La Borsa così come è concepita oggi, il Gioco di Borsa, è espressione di speculazione. Perché non chiuderla e ritornare al mercato borsistico primario, legato alla produzione?
CHIUDIAMO LE BORSE MONDIALI
Lo abbiamo già ribadito, ma non finiremo di sottolinearlo, quanto siano i piccoli risparmiatori a mettere a rischio la loro stessa esistenza quando perdono tutto: liquidazione, risparmi etc. sull'altare del mercato borsistico internazionale, con la mira di far un minimo di profitto.
Nessuno ha mai detto loro: "Per chiunque guadagni qualche cosa in Borsa, c'è sempre qualcuno che ci perde".
TRE MILIONI DI MILIARDI SENZA CREARE 1 POSTO DI LAVORO Nessuno ha mai detto loro che in un giorno passano di mano in Borsa, 3 milioni di miliardi di dollari senza che si crei un posto di lavoro.
Certo chi gioca in borsa potrebbe modestamente guadagnare qualche cosa. Ma non tutti sono in grado di controllare acquisti e vendite di azioni, la maggior parte dei piccoli azionisti lascia a terzi queste...
Federalismo Fiscale NO! Pianificazione Decentrata SI!
Per affrontare la crisi economica in atto, è sicuramente necessaria una riforma fiscale. Ma la proposta di Bossi di Federalismo Fiscale come riforma scaccia crisi è priva di fondamento. Il trasferimento di alcune competenze in ambito fiscale ed economico agli Enti Locali prevista nell'articolo 119 della Costituzione è sicuramente necessaria ma non risolverebbe i tre problemi fondamentali del Fisco Italiano: sperequazione fiscale, evasione ed elusione fiscale, eccessiva burocrazia. Anzi i mali della nostra finanza pubblica: clientelismo, corruzione, sperpero e burocrazia, rischiano di allargarsi se si incappa in cattive Amministrazioni e questo in Italia capita molto spesso sia al Nord che al Sud.
In ogni caso anche tra i sostenitori del federalismo c'è confusione su come applicarlo e sui costi che la riforma stessa possa comportare. In fondo quello che in tasse rimane agli enti locali oggi, 30/40 % delle entrate, è in linea con quella dei Paesi Europei come la Germania, già da tempo...
COME USCIRE DALLA CRISI ECONOMICA
Far ripartire l'economia è nelle intenzioni dell'intero gotha economico e politico italiano ma i dati recepiti in questi ultimi anni ci danno un un unico verdetto: la situazione peggiora giorno per giorno. Il fallimento delle opere fin qui intraprese è scritto sulla staticità dei salari e della crescita della produzione, nelle migliaia di aziende medio/piccole che ogni giorno chiudono, sulla disoccupazione e la cassa integrazione che aumentano vertiginosamente. Tutto ciò nel momento in cui ci troviamo sulla soglia di una forte fase inflattiva confermata dalle previsioni di forte aumento delle materie prime e del petrolio. Chi dice che la ripresa è iniziata mente, oppure fa riferimento al comparto bancario che incomincia momentaneamente a respirare dopo gli aiuti ricevuti dai governi e dalle istituzioni internazionali.
Questa situazione di Depressione Economica si acuirà se nessuno prenderà urgenti provvedimenti, il che significa sganciare l'idea di ripresa dagli errori/orrori...
Convertiamo le aziende in crisi in cooperative
La crisi economica, in Italia, propone una nuova prospettiva
Posto fisso o variabile?
Proposta di Riforma Economica Minimale
Acqua …Santa?
Il problema specifico trattato in questo articolo, rappresenta ciò che avviene in una società in cui la mentalità distorta di alcuni dirigenti politici, porta a far si che dei beni necessari alla forma più basilare di sostentamento come l'acqua, possa diventare, fregandosene del concetto che l'acqua è un bene comune, una merce che rende altissimi profitti a pochissime persone.
Perché personaggi pubblici pagati per tutelare e rendere fiorente una comunità, sono finiti per alienare beni che non sono una loro esclusiva, permettendo che il nostro denaro non sia stato usato come reinvestimento nella suddetta e impedendo così un giovamento e uno sviluppo a tutti i membri di tale area?.
Semplicemente perché l'acqua, la cui domanda è destinata ad aumentare sai per l'aumento della popolazione, sia per la crescita economica, è una risorsa la cui allocazione non è più determinata dai bisogni dei consumatori, ma dall'avidità privata.
In questo sistema capitalistico, dove la tendenza dei...
La prossima crisi bancaria viene dall’EST
Nei prossimi mesi le Banche europee dovranno affrontare una nuova crisi finanziaria, crisi non ancora messa in programma negli eventuali aiuti governativi. A differenza delle perdite subite dalle banche USA, derivanti dalle esposizioni con mutui sub-prime di bassa qualità sugli immobili ed altre tipologie di prestiti, i problemi delle banche europee ed occidentali, in particolare Austriache, Svedesi e forse Svizzere, derivano da massicci prestiti concessi a clienti dei paesi europei ed orientali durante il periodo del 2002-2007, a tassi di interesse internazionali estremamente bassi.
I problemi che stanno emergendo oggi in tutta la loro forza in Europa Orientale sono, se si vuole, una conseguenza indiretta delle politiche valutarie dissolute della FED di Greenspan, dal 2002 al 2006, periodo in cui nacque lo schema Ponzi**, appoggiato da Wall Street.
Sta oggi venendo alla luce l'elevato livello di rischio di questi prestiti verso l'Europa Orientale, poiché la recessione economica in...
La crisi e le risorse
Cina: Il Gigante si è Ammalato, Noi Pure.
In Cina, nella regione di Shangai hanno chiuso nel 2008, 60.000 aziende, 100 mila capannoni, a causa di una diminuzione della domanda estera e i lavoratori si stanno riversando in massa nelle campagna da cui sono venuti.
Glielo avevamo detto che dipendere solo dal commercio estero sarebbe stato molto rischioso.
Infatti oggi, avendo puntato tutto su questo filone, senza aver consolidato il mercato interno della produzione e dei consumi locali, è come se anni di sviluppo al ritmo di crescita del PIL di 9-10% punti l'anno, fossero andati in fumo, senza lasciare nulla alla popolazione cinese.
>> Il consumo patriottico
"Spendete, spendete, spendete": lo chiede il partito comunista cinese all'intero Paese. Il nuovo strumento di propaganda su cui sta puntando Pechino per uscire dalla crisi è il "consumo patriottico". "Compra un appartamento (possibilmente in contanti) ed avrai aiutato il Paese"; "cittadini e istituzioni devono spendere quello che hanno guadagnato in un anno in consumi"; "non...
Nuova fregatura finanziaria nel giorno di Obama
La borsa piange
Quasi di nascosto e forse premeditata, il giorno dell'insediamento di Obama, si è aperta una nuova fase della crisi finanziaria, secondo gli analisti della Global Research.
Il Dow Jones è precipitato rovinosamente. Il valore delle azioni delle maggiori banche di Wall Street è precipitato. Citigroup ha perso il 20%, La Bank of America il 29% e JP Morgan Chase il 20%. La Royal Bank of Scotland ha perso il 69% a New York.
La grandi istituzioni bancarie affermano di essere fortemente indebitate, ma non dicono con chi. I creditori rimangono un mistero.
Nel corso di diversi anni le istituzioni finanziarie hanno aperto dei fondi privati di investimento, registrati a nome di individui ricchissimi. Quantità enormi di denaro sono state traferite a questi fondi privati, che nella maggior parte dei casi eludono i controlli governativi.
Le più grosse banche americane hanno spostato gran parte degli extra profitti, verso questi fondi privati, edge funds, in conti registrati nei...
Notti Insonni causa Conti Correnti bancari
La crisi finanziaria ha ormai toccato l'economia reale. E' assodato. E' chiaro anche che siamo in recessione, e questo l'abbiamo capito, ma che fossimo solo all'inizio della profonda crisi economica questo ancora nessuno ce l'aveva detto.
Possiamo forse immaginare che dal cilindro dei mercati finanziari, possa ancora uscire un altro Madoff e torni alla ribalta con un buco finanziario da qualche miliardo di dollari, oppure che il governo americano non nazionalizzi qualche banca in crisi, oppure che qualche azionista scappi con la cassa...
Nulla di tutto questo, sembra invece che quasi tutte le banche toccate dalle azioni spazzatura e dagli asset tossici, si siano intossicate a tal punto da non dichiarare il 100% delle perdite, ma solo il 25% di queste, cercando di diluire l'eventuale panico negli anni e tentando di non giungere di botto al tonfo finale.
Molte banche italiane ed europee, comprese quelli islandesi, olandesi, inglesi, esclusa forse la Royal Bank of Scottland che ha perso...
L’INIZIO DELLA FINE DEL CAPITALISMO SELVAGGIO?
Scambi Globali ed Economie Locali
La crisi economica e le soluzioni
L'economia è di tutti.
Partiamo da questo semplice principio: l'economia non deve essere fatta per il benessere di pochi e non deve essere gestita e interpretata dai super esperti, nuovi sacerdoti di una religione fasulla.
Tutti noi facciamo economia ogni giorno: comprando, vendendo, scambiando ciò che ci serve per vivere. Non lasciamoci impressionare da calcoli astrusi e termini tecnici. Se un sistema economico riduce la gente sul lastrico o crea la fame, questo sistema è sbagliato. E se è sbagliato dobbiamo toglierlo dalle mani di chi lo ha ridotto in questo stato pietoso. Il sistema economico è nostro e dobbiamo riprendercelo.
Detto questo, e supponendo che siate d'accordo, come possiamo fare a riprenderci il sistema economico? Come possiamo tirarci fuori dalla melma dove ci hanno trascinato, facendoci promesse di ricchezze e crescita infinita?
Lasciate perdere i super esperti economici, che parlavano del mercato globale e della globalizzazione promettendoci ricchezza, ora sono gli...
Salvataggio in extremis della finanza USA
l’Autocostruzione Associata
Acqua e reti idriche private? No, Grazie
Il problema nasce dalla proposta di liberalizzazione di tutti servizi pubblici, formulata dalla Comunità Europea su delibera dell'Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO), e descritta nel trattato GATS (Accordo Generale sulle Tariffe e Servizi). Oltre alla sanità, scuola, strade, ferrovie, poste, energia, anche la gestione dell'acqua rientrerebbe nel calderone dei servizi privatizzabili, per diverse ragioni.
a. Privato sembra sinonimo di maggiore efficienza, più concorrenza e prezzi più bassi, servizi migliori nel rispetto dei diritti dei cittadini.
b. Vi sono delle società multinazionali europee che spingono per la privatizzazione del servizio idrico, un pozzo di San Patrizio, visto che l'acqua non è un optional ma una necessità vitale.
c. Concorrenza? Quale?
Ebbene l'esperienza di privatizzazione dell'acqua a Chieti è stata all'insegna di un aumento dei prezzi di 5 volte, altri comuni hanno sperimentato la diminuzione degli investimenti privati per l'ammodernamento delle reti...
Lettera su trasmissione Ballarò del 27/04/2007
Vittime della Globalizzazione: Una storia Bengalese
Manifestazione Amra Bengali a Ranchi
Anche la FIAT coinvolta nelle violenze del governo comunista del Bengala Occidentale.
Il West Bengal è uno Stato dell'India Orientale ai confini con il Bangladeh che dai monti ai piedi del Tibet si riversa nell'omonimo golfo del Bengala.
La Capitale è Kolkata (Calcutta) ed è abitato da una popolazione ricca di una delle culture più antiche del mondo. Anche qui è arrivata la globalizzazione passando come un rullo compressore sopra a millenni di tradizioni, usanze e stili di vita basati sulla spiritualità e l'armonia con l'ambiente circostante.
Alla fine del 2005 in piena campagna elettorale il partito al potere da circa un trentennio il CPI-M Partito Comunista Indiano (Marxista-Leninista) lancia il suo piano per la successiva legislatura: Globalizzare il W. Bengal copiando il modello cinese. Piena apertura ai gruppi multinazionali indiani e stranieri per attrarre capitali e dare il via alla piena industrializzazione dello Stato. Il comunisti...
Tasse, Tasse, amate tasse…
Sono in molti, con redditi alti, a criticare la strategia fiscale del governo che tende a far pagare i ticket sanitari ed altre imposte, ai redditi più elevati.
Si afferma che, di questo passo, saranno ancora di più gli evasori fiscali, perchè chi ha qualche risparmio non cederà volentieri una quota parte per pagare tasse ad una amministrazione sociale non efficiente: insomma una ruberia a chi ha sudato per i propri soldi.
Sta di fatto che i redditi estremamente elevati sono di per sè una ruberia nei confronti dela società: come giustificare in una situazione di emergenza economica a chi ha un reddito annuo di 15.000 euro quello di un dirigente di 180.000 o 350.000, oppure quello dell'amministratore delegato d'azienda di 750.000?
Oppure il ricarico del 400% sui beni e prodotti da parte dei produttori?
L'ultima notizia d'oltre Manica è che le università inglesi non hanno un numero sufficiente di studenti per gli elevatissimi costi di iscrizione, 3000 sterline, quasi dieci milioni...
L’ETICA DELLA COOPERAZIONE. COOPERIAMO?
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L'ETICA DELLA COOPERAZIONE. COOPERIAMO?
06-07-2006 Massimo Capriuolo
Dalla competitività alla Cooperazione coordinata PER UNA VERA RIFORMA DEL LAVORO La Massima Utilizzazione
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Razionalizzazione del reddito e potere di acquisto
Il Ministro Bersani, nel suo intervento, al convegno dei giovani industriali, ha ribadito un concetto chiave, la ridistribuzione del reddito, come punto del Programma di Governo.
Vi sono situazioni, ha ribadito, in cui persone anziane con situazioni particolari, non arrivano a fine mese. Dall'altra sono cresciute le retribuzioni dei funzionari e dirigenti. L'idea di aumentare le retribuzioni ai funzionari e dirigenti pubblici è in parte venuta dal sindacato che ha voluto equipararli ai dirigenti privati: un aumento di 75 milioni di vecchie lire all'anno.
In parte deriva dall'idea che aumentare lo stipendio, avesse il potere taumaturgico di risolvere tutti i problemi connessi alla gestione dei settori di loro competenza. Si è visto che non è e non è stato così. In effetti sembra più un premio per la sedia che si occupa che per il lavoro effettivo che si fa.
Come ridistribuire il reddito e soprattutto come creare reddito? Possiamo importare modelli economico-produttivi? Quello della...
Taglio della Spesa Pubblica: ma quali spese?
Chiesi ad un economista americano di origine indiana, Ravi Batra, quale fosse il miglior sistema economico, a garanzia della migliore distribuzione della ricchezza: quello capitalista, socialista o l'economia mista? Mi rispose: 'un sistema economico moralista'.
Ebbene ci pensai su. Mi resi conto che non ci sono leggi che tengano; se una persona non ha una coscienza sviluppata e principi solidi, sia nella vita individuale che sociale.
Vi è per questo una storiella, che gira in India, riguardo all'osservanza delle leggi: un indiano prende le leggi con molto sentimentalismo, un tedesco è talmente ligio alle leggi che può andare in conflitto con il buon senso, agli italiani piace farsi migliaia di leggi precise, ma a loro non interessa per nulla seguirle...
Guardando da vicino l'andamento della spesa nel settore pubblico, Università e Azienda Ospedaliera, Comune, e presso le FS, vi è da riportare qualche fatto che ci ha fatto sorridere e pure arrabbiarci, sempre con certo controllo.
Avete...
Patrizi e plebei: una realtà sociale del nostro secolo
NO TAV: Investimenti su progetti improduttivi? No grazie.
A che ci serve la TAV per il trasporto merci veloce quando il nostro export commerciale con l'estero è diminuito del 20% circa tra il 2004 e 2005?
Qualcuno ha suggerito per avere scioperi dei trasporti più veloci...
I grandi amministratori Europei, decidono seduti a tavolino i progetti per l'Europa, come i grandi pianificatori Sovietici: la grande Russia vista come unità statica e omogenea, l'Europa come un'entità già unita e omogenea nei suoi aspetti sociali, economici, amministrativi e politici. Ma i sentimenti nazionalistici sono ancora forti e gli interessi politici ed economici troppo evidenti.
In nome dell'unità europea si è ideata la Bolkestein: uniformare i servizi in europa e privatizzare tutto il possibile (Acqua, energia, sanità, scuola, poste, strade...); e ora i trasporti ad Alta Velocità per unire gli opposti confini. Il tutto senza tenere conto delle visibili differenze del livello di sviluppo economico, retributivo, infrastrutturale, del sistema amministrativo, delle...
WTO: globalizzazione o cospirazione?
Ho cercato di addentrarmi nei meandri dei 'principi e dei valori' che hanno spinto il WTO a redigere 27.000 pagine di trattati e regolamenti sul commercio internazionale, dando inizio alla cosiddetta globalizzazione economica.
Per la semplice ragione di poter comprendere i motivi per i quali sia aumentata la forbice tra ricchi e poveri a livello mondiale, perchè sia aumentata la disoccupazione locale e perchè le promesse di un abbassamento dei prezzi, di moltissimi prodotti e un innalzamento del tenore di vita per tutti, paesi poveri compresi, non siano state mantenute.
Sono molti i paesi ad aver firmato le regole WTO nei suoi tre trattati principali TRIM, TRIP, GATT, nella maggior parte dei casi senza averle lette in toto, o averne compreso appieno l'impatto sociale ed economico per i singoli paesi. Accettate come 'atto dovuto' affermava l'On. Fassino, firmatario per l'Italia. Accettate senza dibattito, solo perchè redatte da autorità USA e da un numero spropositato di...
Lotta alla povertà. Da Live8 al G8: ipocrisia o interessi?
Vi sono per lo meno 4 opinioni su come attivare le economie dei paesi poveri:
Jeffrey Sachs: ...molti sostengono che la povertà è curabile con piani di sostegno adeguati.
Amartya Sen: ...vanno rimosse le ragioni culturali dell'arretratezza, migliorando, per esempio, la alfabetizzazione delle donne.
Jagdish Bhagwati: riduzione dei sussidi all'agricoltura ricca, per poter rimettere in moto l'economia dell'Africa.
Ravi Batra: cancellazione del debito, perchè i paesi indebitati, hanno già pagato più di quello che dovevano
Se analizziamo alcune delle ragioni della povertà in un contesto internazionale, si evince che, mentre si parla di alleviare tale condizione di prostrazione economica e sociale, le multinazionali istigano i medesimi paesi a 'produrre per l'esportazione' e tengono ben stretto il controllo delle materie prime dei medesimi paesi: petrolio, minerali, preziosi, risorse agricole etc.
Al Ghana che produce cacao è vietato produrre il cioccolato. Al Togo ricco di fosfati è...
Uscire dal WTO: Autosufficienza Economica vs Libero Mercato
I trattati WTO, accettati anche dal nostro paese, si estendono su circa 27.000 pagine di normative e leggi.
Sono stati redatti da circa 400 multinazionali e dal Dipartimento del Tesoro USA, non dai singoli paesi firmatari. La globalizzazione economica è la globalizzazione delle multinazionali, non dei popoli dei singoli paesi.
Ho avuto l'occasione di fare due ore di lezione sul tema della Comunicazione e 4 sul commercio internazionale a 12 laureati e imprenditori argentini di origine veneta, in Italia per uno stage.
Ho chiesto loro come sia potuta crollare l'economia argentina.
La risposta: il pesos è stato rivalutato al rialzo e legato al dollaro. Si è preferito importare soprattutto dalla Cina, visto l'elevato potere di acquisto, piuttosto che produrre. Sono nati centri commerciali ovunque come funghi, moltissime aziende hanno chiuso. 'Mio padre - diceva una ragazza - ha dovuto chiudere l'azienda tessile' al suo posto è natio un centro commerciale. La disoccupazione raggiunse il...
CHI HA PAURA DEL PROTEZIONISMO ECONOMICO?
Dalla competitività alla Cooperazione coordinata
Nell'ultimo quindicennio, l'Italia è stata attraversata da un rallentamento del processo di crescita economica, che sta coinvolgendo, oramai, ampia parte dei Paesi industrializzati e che è avvertito con particolare intensità nei Paesi dell'area dell'euro e del dollaro, con i quali l'economia italiana è maggiormente integrata, nonché in alcuni Paesi in via di sviluppo.
Gli ultimi strascichi dell'attuale governo conservatore hanno portato all'emanazione della legge sulla competitività nel tentativo estremo di sburocratizzare le norme e proteggere l'economia nazionale, in particolare, dagli attacchi della concorrenza sleale asiatica. La nuova sfida del capitalismo contemporaneo occidentale appare essersi lanciata verso una lotta suicida all'ultimo sangue tra paesi sviluppati e paesi in via di sviluppo, per il mantenimento alto dei consumi, per chi produce di più, per chi vende di più, per chi di più si accinge ad arrivare "solo" al traguardo della meta capitalistica: la globalizzazione...
Chiudere il Mercato Borsistico e Investire in Economia Reale
La via Neo-Socialista allo sviluppo
INCREMENTO DEL PIL O DELLA CAPACITÀ D’ACQUISTO?
AUMENTARE LA PRODUTTIVITÀ NON È SUFFICIENTE
COSA NON CI FARA’ USCIRE DALLA CRISI ECONOMICA
PSICOECONOMIA: NUOVI ORIZZONTI DELLA SCIENZA
PSICOECONOMIA E NUOVE DINAMICHE DI SFRUTTAMENTO
INCENTIVARE IL POTERE D’ACQUISTO
DAZI FLESSIBILI ED INTELLIGENTI
LE BUGIE DEL P.I.L.
PER UNA VERA RIFORMA DEL LAVORO
ALLARGAMENTO UE: UN DISASTRO ECONOMICO
NUOVI MODELLI PRODUTTIVI
AMARTYA SEN E P.R.SARKAR: economisti a confronto
VENDESI LAVORATORE A PREZZO TRATTABILE
LAVORO MINORILE
EMERGENZE: ACQUA E NECESSITA’ PRIMARIE
L'acqua non è un bene economico: è una risorsa primaria che soddisfa una necessità minima di importanza vitale, non solo per l'essere umano, bensì anche per ogni organismo vivente, sia animato (cioè dotato di un suo codice genetico) che inanimato. A ridurre la quantità di acqua utilizzabile a livello geografico è oltre l'impraticità di alcuni fiumi e bacini; l'irrazionale distribuzione dell'acqua in condutture idriche fatiscenti, anche le varie forme di inquinamento ambientale acquatico.
L'utilizzo dell'acqua sta vedendo il diffondersi di un unico imperativo: liberalizzare lo sfruttamento della risorsa idrica. I Paesi in via di sviluppo allorché chiedono dei prestiti economici per la costruzione di opere finalizzate all'approvvigionamento di acqua (dighe, acquedotti, pozzi, ecc.) alla Banca Mondiale, questa li cede a patto che le opere siano realizzate e gestite in regime di liberalizzazione: i prestiti versati ai Paesi poveri dal fondo mondiale vengono così, indirettamente,...
La FIAT? in mano ai Lavoratori!
GLI EFFETTI DELLE POLITICHE WTO SULLA RISICOLTURA
CAROVITA: INFLAZIONE REALE O VIRTUALE?
CRISI GLOBALE: ORMAI E’ DEPRESSIONE!
Nuovi accordi GATS in materia di servizi
Fermare gli accordi GATS!
IL VERTICE FAO SULL’ALIMENTAZIONE
Manifestazione FAO giugno 2002
Nel 1996 i rappresentanti di 185 paesi firmarono la Dichiarazione sulla Sicurezza Alimentare e s'impegnarono a cooperare per estinguere le cause della fame e della povertà nel mondo, fissando l'obiettivo di dimezzare il fenomeno entro il 2015.
Un anno prima era entrato in vigore l'Accordo sull'Agricoltura scaturito dall'Uruguay Round, il ciclo di negoziati che portò alla nascita del WTO (Organizzazione Mondiale del Commercio). Quest'accordo prevedeva di regolare il commercio agro alimentare orientandolo verso il libero mercato che in sostanza ipotizzava l'abbattimento progressivo delle barriere doganali. Anche se il documento non riporta ufficialmente l'intento di combattere la fame nel mondo, gli organismi sovrannazionali che lo applicano, come Fondo Monetario Internazionale, Banca Mondiale e WTO propagandano la liberalizzazione del commercio agro alimentare come mezzo indispensabile per estirpare la povertà.
In realtà gli obbiettivi prefissati dagli...