Mese: Maggio 2006

Siamo tutti lavoratori scontenti Un nuovo tipo di sfruttamento, subdolamente diverso dallo sfruttamento economico di una volta, si è fermamente radicato in Europa. Riconoscerlo è il primo passo per combatterlo. Lo sfruttamento psicoeconomico, meno visibile dello sfruttamento materiale di una volta, ci opprime mentalmente prima che fisicamente, costringendoci ad una vita di sacrifici non riconosciuti socialmente, una vita nella quale la nostra creatività e le nostre capacità sono frustrate da un sistema sociale dove l'unico valore è il profitto immediato, dove il valore del lavoro, fondamento della nostra Repubblica, è sostituito dal valore del denaro. Siamo abituati a considerare sfruttati coloro che, pur lavorando duramente, non possono godere dei frutti del proprio lavoro, le persone costrette agli stenti pur lavorando onestamente. In un certo periodo della storia italiana questa classe sociale sembrava essersi estinta, sostituita da un benessere diffuso e di livello...