Mese: Maggio 2005
Nell'ultimo quindicennio, l'Italia è stata attraversata da un rallentamento del processo di crescita economica, che sta coinvolgendo, oramai, ampia parte dei Paesi industrializzati e che è avvertito con particolare intensità nei Paesi dell'area dell'euro e del dollaro, con i quali l'economia italiana è maggiormente integrata, nonché in alcuni Paesi in via di sviluppo. Gli ultimi strascichi dell'attuale governo conservatore hanno portato all'emanazione della legge sulla competitività nel tentativo estremo di sburocratizzare le norme e proteggere l'economia nazionale, in particolare, dagli attacchi della concorrenza sleale asiatica. La nuova sfida del capitalismo contemporaneo occidentale appare essersi lanciata verso una lotta suicida all'ultimo sangue tra paesi sviluppati e paesi in via di sviluppo, per il mantenimento alto dei consumi, per chi produce di più, per chi vende di più, per chi di più si accinge ad arrivare "solo" al...
Il comunismo è morto, il capitalismo non ha prodotto di meglio. Queste sembrano essere le conclusioni di un'epoca di tormentato sviluppo che ha visto aumentare la forbice tra ricchi e poveri, nella globalizzazione economica. Il capitalismo nazionale si è trasferito a livello planetario e miete come prima le sue vittime, questa volta a livello globale. Inoltre, asserisce Sarkar, il nuovo capitalismo non si è limitato allo sfruttamento economico, troppo visibile e ben riconoscibile dalla gente sfruttata, ma ha affinato le sue armi introducendo lo sfruttamento socio-economico e psico-economico, di natura più sottile e meno riconoscibili, ma oltremodo pericolosi. Socio-economico: i complessi di inferiorità introdotti nella psicologia collettiva, mantengono divisa la società, e assoggettano la popolazione ai dettami del consumismo artificiale. Psico-economico: I dogmi invece rappresentano lo strumento più subdolo usato per l'assogettazione economica: sfruttamento psicologico al...