Mese: Gennaio 2009

In Cina, nella regione di Shangai hanno chiuso nel 2008, 60.000 aziende, 100 mila capannoni, a causa di una diminuzione della domanda estera e i lavoratori si stanno riversando in massa nelle campagna da cui sono venuti. Glielo avevamo detto che dipendere solo dal commercio estero sarebbe stato molto rischioso. Infatti oggi, avendo puntato tutto su questo filone, senza aver consolidato il mercato interno della produzione e dei consumi locali, è come se anni di sviluppo al ritmo di crescita del PIL di 9-10% punti l'anno, fossero andati in fumo, senza lasciare nulla alla popolazione cinese. >> Il consumo patriottico "Spendete, spendete, spendete": lo chiede il partito comunista cinese all'intero Paese. Il nuovo strumento di propaganda su cui sta puntando Pechino per uscire dalla crisi è il "consumo patriottico". "Compra un appartamento (possibilmente in contanti) ed avrai aiutato il Paese"; "cittadini e istituzioni devono spendere...
Infatti il lavoro e una casa, la scuola e la lingua, la sanità e la regolarizzazione diventano insostenibili se gli immigrati non hanno intenzione di diventare cittadini italiani a pieno titolo. Nell'impatto tra culture diverse, vi è chi ci perde e chi ci guadagna, ma alla fine tutte ci guadagnano. La seccatura è il dover affrontare la conflittualità che nasce dal confronto di modi e maniere, consuetudini, abitudini, concetti e principi diversi per ogni cultura, etnia, nazione. Non potendo evitare la sintesi socio-culturale che naturalmente da anni ci investe, dovremmo diventare il più universalisti possibile per assorbire gli aspetti migliori di tutte le culture e muoversi in avanti, verso un nuovo equilibrio della nostra esistenza individuale e collettiva, più maturo del precedente. Una cosa è il principio del multiculturalismo: siamo una razza sola, quella umana, con tante sfaccettature. Un'altra cosa sono i problemi pratici che l'emigrazione viene a creare sia come...
La crisi finanziaria ha ormai toccato l'economia reale. E' assodato. E' chiaro anche che siamo in recessione, e questo l'abbiamo capito, ma che fossimo solo all'inizio della profonda crisi economica questo ancora nessuno ce l'aveva detto. Possiamo forse immaginare che dal cilindro dei mercati finanziari, possa ancora uscire un altro Madoff e torni alla ribalta con un buco finanziario da qualche miliardo di dollari, oppure che il governo americano non nazionalizzi qualche banca in crisi, oppure che qualche azionista scappi con la cassa... Nulla di tutto questo, sembra invece che quasi tutte le banche toccate dalle azioni spazzatura e dagli asset tossici, si siano intossicate a tal punto da non dichiarare il 100% delle perdite, ma solo il 25% di queste, cercando di diluire l'eventuale panico negli anni e tentando di non giungere di botto al tonfo finale. Molte banche italiane ed europee, comprese quelli islandesi, olandesi, inglesi, esclusa forse la...
La borsa piange Quasi di nascosto e forse premeditata, il giorno dell'insediamento di Obama, si è aperta una nuova fase della crisi finanziaria, secondo gli analisti della Global Research. Il Dow Jones è precipitato rovinosamente. Il valore delle azioni delle maggiori banche di Wall Street è precipitato. Citigroup ha perso il 20%, La Bank of America il 29% e JP Morgan Chase il 20%. La Royal Bank of Scotland ha perso il 69% a New York. La grandi istituzioni bancarie affermano di essere fortemente indebitate, ma non dicono con chi. I creditori rimangono un mistero. Nel corso di diversi anni le istituzioni finanziarie hanno aperto dei fondi privati di investimento, registrati a nome di individui ricchissimi. Quantità enormi di denaro sono state traferite a questi fondi privati, che nella maggior parte dei casi eludono i controlli governativi. Le più grosse banche americane hanno spostato gran parte degli extra profitti, verso questi fondi privati, edge funds, in conti registrati nei...
L'Italia è un paese meraviglioso. Ricco di storia, arte, cultura, gusto, paesaggio.Ma ha una malattia molto grave: il consumo di territorio. Un cancro che avanza ogni giorno, al ritmo di quasi 250 mila ettari all'anno. Dal 1950 ad oggi, un'area grande quanto tutto il nord Italia è stata Seppellita sotto il cemento. Il limite di non ritorno, superato il quale l'ecosistema Italia non è più in grado di autoriprodursi è sempre più vicino. Ma nessuno se ne cura. Fertili pianure agricole, romantiche coste marine, affascinanti pendenze montane e armoniose curve collinari, sono quotidianamente sottoposte alla minaccia, all'attacco e all'invasione di betoniere, trivelle, ruspe e mostri di asfalto. Non vi è angolo d'Italia in cui non vi sia almeno un progetto a base di gettate di cemento: piani urbanistici e speculazioni edilizie, residenziali e industriali; insediamenti commerciali e logistici; grandi opere autostradali e ferroviarie; porti e aeroporti,...
La situazione territoriale Isr.-Palest. In Italia ci sono due fronti, uno pro israele e un altro pro palestina. Negli articoli di questi giorni, nei dibattiti e interviste, a parte l'immobilismo politico-umanitario del nostro paese sulla carneficina che si sta consumando in Palestina, tra gli abitanti di Gaza, vi sono accuse reciproche sulle cause che hanno portato all'invasione della Striscia di Gaza. >> Le fazioni pro e contro I pro Israeliani parlano del diritto di Israele di difendersi, (da 60 anni se ne parla e non si è giunti ancora ad un punto fermo), i pro palestinesi parlano di massacro della popolazione civile: oltre 1000 i morti tra la popolazione civile, pochi i miliziani uccisi, oltre 300 i bambini uccisi e oltre 4.000 i feriti molti dei quali in condizioni gravi, mutilati negli arti per gli ordigni bellici israeliani ad alto potenziale o armi al fosforo non convenzionali o per mancanza di medicine. Una carneficina. I razzi palestinesi su Israele hanno...